"Buddista ma va a caccia", Baggio querela animalista

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Roberto Baggio porta gli animalisti in tribunale.

Ieri è cominciato il procedimento che vede coinvolto il leader animalista. Il giudice monocratico, constatando la mancata notifica all'imputato, ha rinviato l'udienza al 18 giugno 2018.

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Santon e Nagatomo , infine, sono a Milano da ormai diversi anni, e il loro status da discrete riserve resta invariato. E' stata una scelta fatta dopo tanti mesi e anni di trattative, c'erano dei limiti e sono stati superati.

Selfie e autografi davanti al Palazzo di Giustizia per Roberto Baggio. In primo luogo con il poster che recita: "Roberto Baggio, il tuo passato non cancella l'odore..." L'ex calciatore è stato criticato sul suo blog dal leader dell'associazione 100% Animalisti per le sue posizioni riguardo alla caccia. E infatti, sparsi per la città natale del giocatore (che oggi abita ad Altavilla, a una dozzina di chilometri da Caldogno) erano stati affissi manifesti che ritraggono Baggio in tenuta da caccia. E comunque, l'ex calciatore che ci ha fatto perdere un mondiale, si metta comodo, in coda, anzi in codina... E poi, sotto, la spiegazione: "Cinghiali o cormorani, nessuna differenza".

L'accusa è quella di diffamazione in seguito a un post pubblicato nel 2016 sul proprio sito dallo stesso Mocavero che scriveva: "Baggio, che ha il coraggio di definirsi 'buddista' (probabilmente visto il suo livello culturale, non conosce il significato delle parole) ed esercita la caccia, andando anche all'estero per i famigerati viaggi della morte". "Abbiamo perso la pazienza!".

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