Elezioni, se Juncker preferisce la Redbull alla camomilla

Adjust Comment Print

Per Jean Claude Juncker lo scenario peggiore del dopo 4 marzo non è la mancanza di una maggioranza, ma la possibilità che si metta su un governo che non faccia niente. "Questo potrebbe avere forti ripercussioni sui mercati", aveva concluso. "Stiamo preparando questo scenario", ha detto il presidente della Commissione. Che l'Ue in tal senso sia invece preoccupata è difficile a credersi: la leva dei "mercati" ricorda fin troppo quel che successe nel 2011, con una vendita allo scoperto di Btp - di fronte alla quale Bruxelles rimase inerme - che portò alla crisi dello spread e al colpo di Stato (con benedizione comunitaria) per sistemare Mario Monti a Palazzo Chigi.

Ecco le sue parole: "C'è un inizio di marzo molto importante per l'Ue. C'è il referendum Spd in Germania e le elezioni italiane, e sono più preoccupato per l'esito delle elezioni italiane che per il risultato del referendum dell'Spd": così oggi il presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker.

Elezioni: Renzi, escludo larghe intese, Fi sta con estremisti
Leggendolo mi sono sentito risollevato e ho fatto un tweet ironico dicendo 'bellissimo questo post del presidente Renzi . Comunque Renzi è convinto che la partita " è totalmente aperta e l'obiettivo del Pd è essere il primo partito ".

"Tranquillizzerò Juncker. A parte il fatto che i governi sono tutti operativi. I governi, governano", risponde Paolo Gentiloni al presidente della commissione Ue che teme un esecutivo non operativo. Gentiloni ha replicato: "Non sono d'accordo sul vedere come queste elezioni come un salto nel buio, certo sarà importante che forze più affidabili, e dal mio punto vista innanzitutto il centrosinistra, abbiano un ruolo fondamentale per non buttare via i risultati raggiunti. Non ho una paura del baratro". "Puntuale come un orologio suona l'allarme" commenta Nicola Fratoianni (LeU), secondo cui "da Juncker arriva la sentenza sulle elezioni italiane. Qualunque sarà l'esito elettorale, sono fiducioso che avremo un governo che assicurerà che l'Italia rimanga un attore centrale in Europa e nella definizione del suo futuro". La politica dei moniti e dei diktat di Bruxelles è morta e sepolta.

Comments