Turchia versus Siria: il gioco pericoloso (e sporco) di Erdogan contro…

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Se un campo di battaglia può essere metaforizzato in una scacchiera, la mossa che spiazza è quella compiuta dai curdi siriani delle Unità di Protezione Popolare (Ypg).

I vecchi partiti kurdi irakeni, dopo aver vinto il referendum sull'indipendenza che si è trasformato in un boomerang con l'intervento dell'esercito irakeno per ristabilire l'unità della nazione, sono in forte crisi e temono che l'esempio federalista e progressista del Rojava siriano si estenda in Iraq, per questo hanno rafforzato la loro alleanza con la Turchia, sia in funzione anti-irakena che anti PKK (Turchia) che Ypg/Ypj, isolandosi ancora di più dal resto del popolo kurdo, compresa la minoranza kurda iraniana. Il presidente siriano, ha aggiunto il diplomatico dell'Onu, "controlla una grande parte del territorio e ha un esercito efficiente".

Secondo quanto riferisce l'emittente curda "Rudaw", un convoglio militare dell'esercito siriano sarebbe già partito ieri pomeriggio da Aleppo alla volta di Afrin. Chiediamo all'Onu di organizzare una sessione straordinaria per prendere le decisioni che si impongono vista la situazione attuale. Lo ha annunciato oggi l'emittente televisiva pubblica siriana, al Ikhbariya. Sconvolge, però, sapere la reazione di Erdogan, che non solo da un mese sta bombardando i legittimi abitanti della Siria, ma decide di attaccare anche le forze sciite mandate da Assad. "La Russia non vuole imporsi su nessuno". Così il ministro degli Esteri turco, Mevlut Cavusgolu, nella prima reazione di Ankara alla notizia dell'imminente ingresso nell'enclave curdo-siriana di forze filo-Assad.

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Ai presenti (tra cui alcuni famigliari delle vittime) Trump ha poi assicurato: "Abbiamo aspettato troppo". Trump ha detto di voler vietare "tutti gli strumenti che trasformano armi legali in mitragliatrici".

"Abbiamo molte foto che documentano le vittime civili". Tuttavia alcune voci smentiscono l'accordo, come quella del Portavoce YPG che fa sapere: "Non c'è accordo con il regime".

ERDOGAN: PRONTI ALL'ASSEDIO "Nei prossimi giorni, l'assedio al centro urbano di Afrin si svolgerà in modo molto più rapido". Mentre nuovi bagni di sangue sul fronte orientale siriano: nel Ghouta orientale, zona assediata in mano ai ribelli anti-regime ad est della capitale Damasco, almeno 733 civili sono rimasti uccisi o feriti nelle ultime 36 ore di bombardamenti del regime di Bashar al-Assad. Il presidente Erdogan, davanti al Parlamento, ha mostrato ottimismo e ha dichiarato che l'operazione "Ramoscello d'ulivo" va "come previsto", avendo occupato "300 chilometri quadri nella regione". L'impatto di queste armi sui ciorpi umani non si manifesta all'inizio, ma diventa sempre più visibile con il passare dei giorni. Anche perché le stesse SDF sanno che, in caso di altri attacchi turchi, gli Americani potrebbero decidere di fare nuovamente orecchie da mercante.

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