Militante di CasaPound picchiato in strada

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L'aggressione si va ad aggiungere a quelle già avvenute e denunciate in altre grandi città italiane, da Torino a Palermo.

Subito dopo l'aggressione il Segretario Nazionale di CasaPound, Simone Di Stefano, sulla pagina Facebook del movimento ha parlato di una 'caccia all'uomo'.

Una campagna elettorale dai toni accesi e dalla violenza, purtroppo anche fisica e non soltanto verbale, ha toccato anche la Puglia, con l'ultimo (speriamo) episodio in ordine di tempo che ha coinvolto attivisti e candidati alle prossime elezioni politiche.

CasaPound Italia Prato, organizzazione neofascista, segnala un atto vandalico nei confronti della propria sede in via Calimara.

Spara alla moglie e poi si suicida: tragedia a Zurigo
Il luogo della tragedia è stato subito raggiunto da auto e camionette della polizia ed è stato interdetto ai pedoni. Dopo i colpi di pistola, gli astanti sono fuggiti terrorizzati, pensando si trattasse di un attacco terroristico.

Quattro persone con i cappucci sulla testa e coi bastoni in mano l'avrebbero aggredito e hanno cominciato a pestarlo con i bastoni. Una politica che punta a spaventare i cittadini con il pericolo del fascismo, invece che concentrarsi sui programmi per lo sviluppo del paese. L'uomo è stato medicato al pronto soccorso ma le sue condizioni non sono gravi e i medici lo hanno dimesso. Ha rimediato la frattura del naso e varie lesioni maxillo-facciali. Il livello dello scontro politico - che in questi ultimi mesi si sta sempre più estremizzando - potrebbe causare delle conseguenze drammatiche. La polizia è al lavoro per analizzare i filmati di alcune videocamere di sorveglianza nella zona.

Un militante di CasaPound è stato aggredito mentre riattacava un manifesto in via Galilei. Corre il rischio di perdere la vista da un occhio.

Badate bene: quello che sta succedendo non è normale. Per il momento il gesto non è stato rivendicato. Di Stefano ha anche attaccato il ministro Minniti, "che non ha ritenuto di spendere una parola sulle minacce di chi ha promesso di mettere a ferro e fuoco Roma per impedirci di parlare al Pantheon".

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