Pavia, antifascisti "marchiati" sulla porta di casa

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"Qui ci abita un antifascista": è la scritta che compare sugli adesivi, stampati con caratteri utilizzati da formazioni dell'estrema destra, che sono stati attaccati la scorsa notte all'ingresso delle abitazioni di diversi attivisti pavesi impegnati contro fascismo e razzismo. Vi compare il simbolo della rete antifascista barrato, chiaro segnale che sta a significare il divieto di contatto con chi sta in quella casa. Un gesto assurdo che arriva a poche ore dalle elezioni politiche del 4 marzo, e che lascia poco spazio all'interpretazione, così ai possibili autori del folle gesto, che ricorda altre vicende simili risalenti agli Anni Trenta, quando azioni simili furono compiute contro gli ebrei.

"Ho trovato questa gradita sorpresa accanto al citofono - scrive su Facebook un altro degli antifascisti coinvolti -".

"Non solo" prosegue l'associazione che fa appello a "tutti i cittadini e le cittadine che si riconoscono nei principi e nei valori della nostra Costituzione", i quali "devono far sentire la loro presenza, in un momento così delicato per il nostro Paese, condannando e bandendo, privatamente e pubblicamente, la violenza, l'indifferenza ed il cinismo nei loro comportamenti". Evidentemente le cattive abitudini non passano. Anche perche', sono gli stessi di allora, solo se la prendono con soggetti diversi. Questo adesivo me lo sono meritato perché mi sono espresso pubblicamente, anche su questo gruppo, contro il fascismo.

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Niente abito bianco, Emily ha optato per un completo pantalone e giacca color senape e cappello con veletta , nero. La nuova coppia era stata vista insieme per la prima volta il giorno di San Valentino.

Gli attivisti hanno anche postato sui social immagini del "marchio" trovate sulle porte delle loro abitazioni. "Lo stesso altri compagni, membri di organizzazioni o attivisti per proprio conto".

Sul blitz stanno indagando gli investigatori della Digos della Questura di Pavia. "Mi auguro che siano in tanti, domani, ad esporre orgogliosamente tale distintivo - spiega Ottavio Giulio Rizzo, segretario del circolo Pd di pavia Ovest - Per quanto mi riguarda, o lo tolgono i vigili come propaganda elettorale, dato che sono a 200 metri da un seggio, oppure può rimanere finché il sole non lo consuma". "Ma io rispondo con orgoglio che sì, in quella casa abita un antifascista e continuerò a dirlo a voce alta".

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