Elezioni: trionfo M5S, ma il centrodestra (a trazione Lega) sfiora il 40%

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Nelle politiche del 2013 i residenti votanti alla Camera dei Deputati furono l'83,1% del totale, mentre nel 2018 siamo scesi al 79,3%. Molto più giu la coalizione di centrosinistra, con il PD che crolla inesorabilmente, manifestando una netta sconfitta del duo Renzi-Gentiloni. La logica in questo caso batte la matematica, una coalizione tra M5S e Pd sembra altamente improbabile, e darebbe frutti solo se Liberi e Uguali partecipasse al raggruppamento, perché altrimenti non ci sarebbe la maggioranza alla Camera.

In Liguria secondo i dati del Viminale pubblicati alle 703 per i collegi uninominali alla Camera la Lega registra 20,38%, Forza Italia, 20,95%, Fratelli d'Italia 3,81%, Noi con l'Italia Udc 0,90%, M5S 29,9%.

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Più che altro è il grip che cala molto al posteriore, quindi bisogna trovare la giusta confidenza per cominciare a spingere. Rossi non si è risparmiato per sistemare una M1 che non è ancora una moto perfetta.

Movimento 5 Stelle primo partito, boom della Lega, crollo del Pd.

Anche a Casale si conferma la sconfitta del Partito Democratico (18% - 19%) e più in generale della coalizone di centro sinistra (22% - 23%). È stata consolidata la supremazia in Vanchiglia, Vanchiglietta, Rossini e Oltre Po, ma soprattutto nei quartieri Aurora e Valdocco il centrosinistra rialza la testa. Alla Camera, hanno raggiunto il 34,25%, con 4807 voti. Infine Liberi e uguali è al 3,51, Potere al popolo all'1,18, Casapound allo 0,94, il Popolo della famiglia allo 0,67. E se Di Maio esulta, in casa del centrodestra trionfa la Lega di Matteo Salvini che da Nord a Sud racimola circa il 18% in entrambe le Camere, realizzando uno storico sorpasso su Forza Italia, al di sotto del 14%. Ancora più netto il risultato il Senato, dove la coalizione si impone con 41,28% delle preferenze (Lega 23,16%, Forza Italia 14,32%, FdI 3,80%). Si è trattato di attese medie di 15-20 minuti, dovute in parte alle nuove operazioni necessarie per il voto, come l'apposizione del tagliando antifrode, in parte al maggior afflusso di elettori, considerando anche che nella tornata delle precedenti politiche si era votato in due giorni.

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