Svizzera: vince il no al referendum sull'abolizione del canone Tv

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Si sono chiuse alle 12 italiane i seggi in Svizzera per il referendum di abolizione del canone per i servizi pubblici audiovisive.

Bocciato dunque il testo promosso dalle sezioni giovanili di Unione democratica di centro e Partito liberale radicale, che non sono riusciti, nel corso di una lunga ed accesa campagna elettorale, a convincere i loro concittadini ad abolire la tassa in questione in nome del libero mercato, abolendo dunque il finanziamento pubblico nel settore radiotelevisivo.

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Ma ci tiene a sottolineare che "l'arroganza di Renzi è stata punita". Noi a governi minestrone non partecipiamo", ha aggiunto. Matteo Salvini: " Euro è e resta una moneta sbagliata".

L'esito del voto è inequivocabile e ampiamente condiviso, con differenze regionali tutto sommato limitate, riferisce l'agenzia elvetica Ats.

L'iniziativa "No Billag" è stata respinta dal 71,6% dei votanti, ecco i voti di alcuni cantoni: Neuchâtel col 78,3% di no, Giura 78,1%, Friburgo 77,6%, Grigioni 77,2%, Svitto 62,1%, Sciaffusa 62,7%, Ticino 65,5%. Per i fautori dell'iniziativa, gli svizzeri non dovevano pagare una tassa per finanziare programmi che non ascoltano o non guardano. In Svizzera la tassa è una delle più care d'Europa con i 451 franchi svizzeri, pari a 392 euro. Gilles Marchand ha poi aggiunto che comunque l'azienda non potrà continuare come prima: ("Dobbiamo risparmiare, sono necessarie delle riforme") ed ha prospettato un piano di ristrutturazione e tagli: "Dovremo concentrarci meglio sulle nostre priorità: informazione, cultura, mondo digitale". Il 75% di queste entrate va alla SSR, che attraverso le sue quattro emittenti (RSI, RTR, RTS, SRF) sviluppa e diffonde contenuti radiotelevisivi nelle regioni linguistiche della Svizzera in italiano, francese, tedesco, e lingua romanda, mentre SWI swissinfo.ch pubblica online contenuti giornalistici per l'estero.

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