Mattarella: Parlamento sia responsabile e tuteli interesse Paese

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Gli fa eco, poco più tardi, il presidente emerito, Giorgio Napolitano: "Questa è una crisi difficilissima" e bisogna pensare "nell'interesse generale di cui è necessario sempre tenere conto". Come la prima volta nel 2 giugno del 1946, quando a 35 anni insieme alla famiglia e a un gruppo di amiche camminò a piedi per chilometri per esercitare il proprio diritto di voto in favore della Repubblica nella sezione di Belvedere, Luisa non ha voluto mancare all'appuntamento con le consultazioni elettorali che non ha mai saltato in 72 anni, referendum compresi.

E' un passaggio del discorso al Quirinale in occasione della Giornata internazionale della donna, del presidente della Repubblica. "Abbiamo ancora - e questo vale per tutti - avremo sempre bisogno di questa attitudine, del senso di responsabilita' di saper collocare al centro l'interesse generale del Paese e dei suoi cittadini" ha aggiunto il presidente. La nostra comunità nazionale, il nostro modello sociale, le nostre stesse istituzioni non sarebbero quello che sono senza il contributo creativo, fondativo, delle donne italiane - ha sottolineato Mattarella -. Una "lezione repubblicana", come ama definirla Mattarella, che vale anche oggi. "È un grande merito storico".

Tragedia in piscina, 17enne muore durante l'allenamento
Così come riporta Il Mattino in una breve, il ragazzo è deceduto durante un allenamento di nuoto , quasi sicuramente a seguito di un malore .

E ancora: "Sono state necessarie tenacia e forte impegno per superare le discriminazioni, per rimuovere gli ostacoli all'ingresso delle donne nella vita pubblica, per ridurre le disparità nel mondo del lavoro, nell'accesso ai servizi, nella vita familiare. Rappresentano piuttosto - e al contrario - lo sforzo di adeguamento del diritto che il Parlamento compie nell'evolversi della società, sotto la guida di una Costituzione i cui principi sono, costantemente, garanzia e stimolo alla crescita". L'Italia, ha concluso il Presidente della Repubblica, "non può permettersi di rinunciare alla ricchezza dell'apporto del lavoro femminile". "La piena parità nel lavoro è un motore di sviluppo". Più presenti e responsabili nella politica, nella cultura, nell'impresa, nella scuola, in tutti gli altri luoghi di lavoro. Le dimissioni in bianco, forzose, imposte, sono contrarie alla legge. "Contro i femminicidi occorre puntare sull'educazione al rispetto, come, opportunamente, ha iniziato a fare il ministero dell'Istruzione, d'intesa con il Dipartimento delle Pari Opportunità, in avvio di questo anno scolastico".

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