Orologi in ritardo di 6 minuti, colpa di Kosovo e Serbia

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In dichiarazioni alla Tanjug, Kocijancic ha aggiunto che cio' riguarda anche tutti gli altri accordi che finora non sono stati ancora attuati pienamente. Tutto è legato al conflitto politico tra il Kosovo e la Serbia, afferma l'European Network of Transmission System Operators (ENTSO-E). Tutti gli orologi il cui funzionamento dipende direttamente dalla rete elettrica hanno accumulato sei minuti di ritardo, a partire dalla metà di gennaio, a causa di un abbassamento di frequenza.

Chi lo ha rivelato?

L'Isola dei Famosi: ascolti appena sufficienti e durata esagerata
Le edizioni regionali delle 14, a cura della Tgr, hanno ottenuto 2 milioni e 596 mila spettatori (16%). Le reti Rai si sono aggiudicate l'intera giornata con 4 milioni 532 mila spettatori e il 35.6.

Secondo la lobby europea delle reti elettriche Entso-E, si stanno verificando sprechi di energia un po' ovunque in Europa (anche in alcune parti d'Italia), in quanto "gli orologi elettrici controllati a distanza sono di fatto comandati dalle frequenze dei sistemi elettrici nazionali, e non da un unico sistema di calcolo dell'ora basato su meccanismi con cristalli a quarzo". E che spiega, pazientemente, come la frequenza dell'elettricità, in Europa, sia di 50 Hertz; e come questo valore che tutti noi (o quasi) riteniamo stabile sia in realtà medio.

Il Kosovo ha riconosciuto di non aver generato l'energia elettrica necessaria, ma ha detto che i consumatori non hanno pagato la loro elettricità, causando un notevole onere finanziario per l'azienda elettrica del paese. Perché? Semplice: perché i due Paesi hanno una lunghissima serie di dispute aperte sin dalla secessione del Kosovo, avvenuta un decennio fa. Da martedì l'ente è riuscito a fermare la deviazione, ma la portavoce Susanne Nies ha spiegato alla Bbc che occorrerà riversare nel sistema energia in eccesso per poter ritrovare l'equilibrio. E la faccenda è talmente grave che un organismo tecnico come l'Entsoe ha dovuto scrivere, nel suo comunicato, che "urge una soluzione politica". La domanda fondamentale, però, è una: che fare, ora, con i nostri orologi in ritardo?

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