Senegalese ucciso a Firenze, in migliaia al corteo antirazzista

Adjust Comment Print

Molti i cartelli dedicati a "Idy, uomo di pace" che invitano a un corteo senza problemi e senza tensioni, così come rilanciato dagli appelli della comunità senegalese, dal sindaco Dario Nardella e dall'imam Izzeddin Elzir. Il conto, spiegano gli avvocati, è stato attivato con Poste italiane ed intestato al fratello residente in Italia, Aliou Diene: "Tutti coloro che intendano concretamente aiutare la famiglia di Idy, ed in particolare i suoi dieci figli che vivono in Senegal, potranno effettuare donazioni (con causale 'in memoria di Idy' - IBAN IT48M0760105138259708359713)" hanno spiegato i due legali. In altristriscioni si legge 'Nardella, il vero degrado sei tu puliamo lacittà dal razzismo', 'Il vostro decoro non vale una vitaspezzata.

Tanta era la gente intervenuta che la testa del corteo si è dovuta fermare alla fine del ponte alla Carraia e far compattare la gente, per far si che la coda liberasse via dei Fossi per poter tornare in piazza Santa Maria Novella. La manifestazione è stata promossa dalle associazioni dei senegalesi per dire no al razzismo.

La situazione comunque si è subito normalizzata e Nardella ha attraversato ponte alla Carraia, sempre circondato da rappresentanti della comunità senegalese, prima di lasciare il corteo. Il corteo era preceduto da una vettura che esponeva una bandiera della Cgil di Firenze.

Sesto S. Giovanni: sequestrati 5 chili di eroina, quattro persone arrestate
Sono stati tutti rinchiusi nel carcere di Monza in attesa dell'interrogatorio di convalida. In manette, accusati di produzione, detenzione e traffico di stupefacenti , sono finiti L.

In migliaia al corteo antirazzista organizzato a Firenze, dopo l'uccisione di un ambulante senegalese. Qualcuno tra i manifestanti gli ha urlato contro. Ma le registrazioni delle telecamere di videosorveglianza installate nella zona mostrano che il colpo di pistola che ha colpito Idy Diene non era casuale, perché il senegalese non era il primo che passava sul ponte. Alcuni dei partecipanti sono anche ambulanti. In questo modo - aggiunge - sarà possibile per l'Amministrazione comunale proclamare per quel giorno il lutto cittadino. Oggi per le strade a Firenze c'era la città che non vuole che ci siano morti di serie A e morti di serie Z. Non era una risposta scontata: "Firenze dimostra di essere una città aperta, soprattutto rispettosa della vita umana". Allora Idy Diene, decise di occuparsi della piccola e della vedova che sposò.

Nardella, prosegue la nota, ha espresso la vicinanza della città alla famiglia di Idy e alla comunità senegalese, confermando che il Comune si costituirà parte civile accanto alla famiglia per seguire il processo, "affinché si faccia piena giustizia sull'omicidio di Idy".

Comments