Juventus, Buffon: "Finché avrò voglia di soffrire andrò avanti"

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Gianluigi Buffon, tra il futuro e il ricordo di Davide Astori. Il numero uno bianconero lascia le porte aperte a tutte le possibilità da qui al termine della stagione. Con la società il rapporto è splendido, a fine anno capiremo insieme quante energie ancora avrò e se sarà quindi il caso di continuare. "La cosa che mi rende sereno è che qualunque sarà la decisione che verrà preso ho la piena consapevolezza di aver fatto il massimo durante la mia carriera e di finirla molto gratificato per quello che ho fatto con le maglie di Parma, Juventus e Nazionale. E di averlo fatto con estrema serietà e altruismo, mettendo davanti il bene del gruppo". Al nostro arrivo, però, vedere i tifosi viola che ci hanno applaudito, che ci chiamavano e ci ringraziavano è stato molto bello.

"Andare a Firenze per noi juventini non è mai semplice". Sono orgoglioso perché la nostra presenza li ha fatti sentire meno soli. Mi sono posto con gli anni un obiettivo sempre più grande. Ho vissuto i funerali di Davide in maniera molto coinvolgente. "Era l'ultimo saluto non a un mio grande amico, ma a una delle più belle persone nelle quali mi sono imbattuto nello sport".

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Così Buffon mi ha parlato, mi ha spiegato quanto ero importante per la squadra con le mie qualità anche senza fare gol . Quando sembra che le cose vadano male, emerge lo spirito della Juventus e lo abbiamo dimostrato a Londra.

Le correnti di pensiero sono molte, la stessa Juve appare piuttosto enigmatica sul tema nonostante Marotta quest'anno ha deciso di puntare da subito su Szczesny, ritenuto (probabilmente a ragione) un sostituto all'altezza in caso di ritiro del capitano. "Era un ragazzo eccezionale, un antidivo e sono contento che in questa settimana è stato innalzato il suo nome e la percezione che si ha di lui, perché se l'è meritato".

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