Compravendita Senatori, indagine della Corte dei Conti: rischia Silvio Berlusconi

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"A questo si potrebbe sommare il danno provocato all'immagine del nostro Paese".

Sergio De Gregorio e Silvio Berlusconi potrebbero essere chiamati a risarcire lo Stato italiano per un presunto danno di immagine sulla vicenda della compravendita di senatori. Il teorema dei giudici è che la presunta compravendita del senatore De Gregorio per 3 milioni di euro, portando alla caduta del governo Prodi, abbia innescato tutto il processo che ha portato la differenza tra il valore dei Btp italiani e dei Bund tedeschi dal 43,3 del 6 maggio 2008 (ultimo giorno del governo Prodi) ai 522,8 punti del governo Berlusconi IV. Un episodio di corruzione per il quale Berlusconi è stato condannato in primo grado, nel 2015 a Napoli, a tre anni di reclusione ma in Appello, nell'aprile del 2017, gli fu riconosciuta l'intervenuta prescrizione. De Gregorio, invece, ha ammesso le sue responsabilità e ha patteggiato una pena ad 1 anno e 8 mesi.

Disoccupazione, in calo dal 2017 secondo dati Istat
Gli incrementi più rilevanti si segnalano in Calabria , Abruzzo e Campania (rispettivamente +1,2, +1,1 e +0,9 punti). Nel quarto trimestre 2017 prosegue la crescita dell'occupazione e del relativo tasso per i giovani di 15-34 anni .

Le indagini dei magistrati contabili, coordinati dal Procuratore regionale Andrea Lupi, non sono state chiuse. Stavolta è la Procura generale per il Lazio della Corte dei Conti ad aver aperto un fascicolo contro il Cavaliere. Non è escluso che entro la fine della primavera possa arrivare "l'invito a dedurre", l'atto di chiusura degli accertamenti.

"Le dazioni di denaro effettuate da Berlusconi, tramite Lavitola, a De Gregorio sono state effettuate - si legge ancora nelle motivazioni di quella sentenza - quale corrispettivo della messa a disposizione del senatore e, quindi, della sua rinuncia a determinarsi liberamente nelle attività parlamentari di sua competenza, e non certo come mero finanziamento al Movimento Italiani nel Mondo". Con una pesante nota a margine: per i giudici di secondo grado, l'ex premier "ha pacificamente agito come privato corruttore e non certo come parlamentare nell'esercizio delle sue funzioni".

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