Acqua in bottiglia, particelle di plastica nel 93%

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Uno studio precedente aveva rinvenuto alti livelli di microplastiche nell'acqua erogata dai rubinetti domestici. E' degli ultimi giorni la notizia della scoperta dell'acqua minerale nelle bottigliette contaminata da micro-particelle di plastica.

L'analisi è stata condotta dall'università statale di New York a Fredonia.

Un portavoce dell'OMS ha detto al quotidiano inglese che nonostante non siano ancora state raccolte prove sufficienti per misurare l'impatto di questa forma di inquinamento sulla salute umana, si tratta comunque di una situazione che fa emergere sempre maggiore preoccupazione.

Mattarella: "Sorti dell'Italia sono comuni. No ad egoismi ma responsabili"
Questi atteggiamenti "non sono un'eccezione, delle perle rare nei nostri giovani" ma "una ricchezza per il Paese ". Le sorti dell'Italia sono "comuni" e siamo tutti ugualmente responsabili del "futuro".

I Paesi dove sono state effettate le analisi sono: Stati Uniti, Messico, Brasile, Libano, Kenya, India, Cina, Thailandia e Indonesia. Gli altri non hanno risposto.

Pubblicato sulla rivista Nature, lo studio della Griffith University ha scoperto che il krill antartico, nome scientifico Euphausia superba, può scomporre parti di polietilene da 31,5 micron in frammenti con diametro inferiore a un micron. I ricercatori hanno analizzato 259 bottiglie di undici marchi tra i più famosi del mondo, secondo quanto riportato dal Corriere, in 19 località di nove nazioni e i risultati sono stati allarmanti. I marchi coinvolti: Epura e Aquafina (PespiCo), San Pellegrino e Nestlé Pure Life (Nestlé), Dasani (Coca-Cola), Minalba (Edson Queiroz), Evian e Aqua (Danone), Gerolsteiner (Gerolsteiner Group), Bisleri (Bisleri International), Wahaha (Hangzhou Wahaha Group). Una dei ricercatori che hanno condotto quest'analisi è Abigail Barrows dal suo laboratorio nel Maine, la quale ha indicato i modi in cui la plsatica finisce nell'acqua che beviamo. Non un vero servizio di pulizia dell'Oceano, la conversione delle microplastiche in nanoplastiche potrebbe rendere più facile il consumo di sostanze inquinanti da parte delle altre creature marine che abitano i mari, anche quelle più piccole.

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