La Milano-Sanremo è partita e dopo due ore la prima fuga

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Nibali resiste al rientro del gruppo dei velocisti e ha tempo anche di esultare a 50 metri dall'arrivo, col brivido delle grandi imprese: la Sanremo è la corsa meno adatta alle caratteristiche del campione che ha vinto Tour, Giro e Vuelta, ma Vincenzo dimostra di non avere limiti.

Secondo posto per Caleb Ewan, terzo per Arnaud Démare vincitore nel 2016. Dietro Sagan, Kwiatkowski e Matthews non hanno avuto grande decisione, rimanendo a controllarsi e concedendo a Nibali un vantaggio decisivo. Il gruppo è piuttosto frazionato nel finale, rimonta, ma Nibali tiene duro e riesce ad arrivare in solitaria sul rettilineo finale di via Roma.

Il gruppo è tirato da Mohoric, Nibali sta a ruota e, quando viene ripreso Drucker, è la volta di Neilands che scatta con Nibali a ruota.

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Oggi Anna si sente rinata , dice di essersi "ripresa la sua età": "Non voglio più essere una persona scontata dentro casa". E invece sì. " Un arredo che sta lì .Nel frattempo, grazie anche all'analisi, imparo piano a stare sola".

Torna, dal 22 al 24 marzo una delle più celebri gare del passato: è la Coppa Milano-Sanremo, rievocazione storica della gara più antica d'Italia (nel 1906 la prima edizione) che riporterà sulla pista di Monza e sull'asfalto di alcuni degli itinerari più affascinanti della penisola.

Ancora una volta il corridore messinese non ha vinto solo con le gambe, ma anche con la testa, approfittando di un "vuoto di potere" che si è creato fra le salite del Berta e del Poggio, dove magari la Sanremo si può non vincere, ma certamente si può perdere. Sulla rampa Nibali sorprende tutti.

Un autentico capolavoro di Vincenzo Nibali alla Milano-Sanremo 2018. Come se una vocina dentro gli dicesse di fregarsene delle tattiche, della paura di non farcela, del buon senso, di una tradizione che sembra pedalarci contro dal 2006, ultima vittoria di un italiano (Filippo Pozzato) e che ormai premia solo questi gigantoni stranieri dai nomi spesso impronunciabili. Un attacco secco e sorprendente, per lui che oggi sapeva di dover lavorare per Colbrelli ma di avere al contempo una sola cartuccia da giocarsi nel migliore dei modi:"Devo ringraziare la squadra che ha corso alla perfezione. Penso di avere fatto qualcosa per la storia, me la gusterò piano piano".

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