Vaticano, si dimette capo comunicazione dopo scandalo "lettergate"

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Accettando le dimissioni del prefetto della Segreteria per la Comunicazione, il Papa ha chiesto a Viganò in una lettera di rimanere in forze al dicastero delle comunicazioni come "assessore".

Il Papa risponde a Viganò che "a seguito dei nostri ultimi incontri e dopo aver a lungo riflettuto e attentamente ponderate le motivazioni della sua richiesta a compiere 'un passo indietro' nella responsabilità diretta del Dicastero per le comunicazioni, rispetto la sua decisione e accolgo, non senza qualche fatica, le dimissioni da Prefetto". Fino alla nomina del nuovo Prefetto, secondo quanto riferito dal portavoce della Santa Sede Greg Burke, la Spc sarà guidata dal Segretario del medesimo Dicastero, monsignor Lucio Adria'n Ruiz.

La missiva era stata presentata inizialmente come una difesa di Bergoglio da parte del suo predecessore nei confronti dei tradizionalisti, ma aveva alcune righe sfocate.

Ringraziando il Papa "per l'accompagnamento paterno e saldo che mi ha offerto con generosità in questo tempo e per la rinnovata stima che ha voluto manifestarmi anche nel nostro ultimo incontro", Viganò chiede quindi a Francesco "di accogliere il mio desiderio di farmi in disparte rendendomi, se Lei lo desidera, disponibile a collaborare in altre modalità".

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A disposizione: Brunelli, Giorico, Malcore , Palumbo, Saric, Brosco, Calapai, Jelenic, Nzola, Saber. A disposizione: Gilardi, Altobelli, Rovini, Ivan, Da Silva, Pugliese, Jidayi, Marcone.

Nella lettera pubblicata da Viganò però mancavano alcune parti in cui il Papa emerito criticava la collana stessa. Un'operazione, per altro, compiuta proprio il giorno prima del quinto anniversario del Pontificato di Francesco, e che per questo ha avuto un'enorme risonanza, ma che ex post ha assunto il sapore amaro di una manipolazione.

In realtà, quelle immagini non erano casuali, ma ben costruite, dietro c'era la regia di Viganò, che come ha scritto lui stesso qualche anno dopo, volle far compiere all'elicottero che trasportava il povero Papa dimissionario ben due giri intorno alla Cupola di san Pietro per rispondere all'esigenza di replicare la scena iniziale del film.

Di qui un grazie per "il grande l'impegno profuso in questi anni nel nuovo Dicastero con lo stile di disponibile confronto e docilità che ha saputo mostrare tra i collaboratori e con gli organismi della Curia romana", che "ha reso evidente come la riforma della Chiesa non sia anzitutto un problema di organigrammi quanto piuttosto l'acquisizione di uno spirito di servizio". Aggiungeva inoltre, con tono deciso, di provare sorpresa per il fatto che tra gli autori figurasse anche il professor Peter Hünermann, teologo tedesco che in passato aveva attaccato sia il pontificato del beato Giovanni Paolo II sia quello dello stesso Ratzinger. Egli partecipò in misura rilevante al rilascio della Kölner Erklarung, che, in relazione all'enciclica Veritatis splendor, attaccò in modo virulento l'autorità magisteriale del Papa specialmente su questioni di teologia morale. Benedetto XVI si congeda così: "Sono certo che avrà comprensione per il mio diniego (a scrivere la prefazione all'opera su Francesco, ndr) e la saluto cordialmente".

Tuttavia, quelle parole sono alla fine trapelate e la Segreteria per la Comunicazione ha pubblicato nel tardo pomeriggio di sabato 17 marzo il testo integrale della missiva di Benedetto XVI che risultava, peraltro, "riservata-personale".

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