Coltelli e mazze da baseball: la baby gang era pronta a colpire

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Disponevano di coltelli, tirapugni, manganelli, spranga, mazza da baseball e una fiocina a cinque punte.

I tre sono stati fermati dagli agenti, ma uno di loro non ha particolamente gradito il controllo, tentando di colpire un poliziotto con una testata. Alle 17 di mercoledì 21 marzo 2018 si riunisce nella stazione della Circumvesuviana di San Giorgio un manipolo di ragazzotti usciti dal treno proveniente da Napoli.

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A pochi giorni dal fermo, a Napoli, dei tre minorenni accusati di aver picchiato, fino a ucciderlo, un vigilante privato per sottrargli l'arma d'ordinanza, l'episodio di San Giorgio rilancia l'allarme sulla criminalità minorile.

Successivamente, nella sede della municipale, i ragazzini avrebbero rivelato che il loro intento era compiere un raid criminale contro una banda di giovani, residenti a Sant'Anastasia. Armi che sono state tutte sequestrate. A seguito di perquisizioni domiciliari, in casa di uno dei componenti della banda sono state trovate anche due pistole semiautomatiche, tre coltelli e uno sfollagente. Si scambiavano messaggi su wathsapp per organizzare i raid armati. Quello delle baby gang è un fenomeno grave e diffuso, tanto da colpire anche territori come il nostro che, come nel caso di ieri, è stato scelto da questi delinquenti in erba come luogo d'incontro per poi spostarsi e compiere reati altrove. "La risposta a questo fenomeno è un lavoro di sinergia tra istituzioni e Forze dell'Ordine che ringraziamo per il grande impegno che profondono ogni giorno".

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Decisivi per far luce sull'episodio si sono rivelati i filmati dei sistemi di video sorveglianza esaminati dagli investigatori della Polizia di Stato.

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