'E' razzista', gelataia licenziata perchè si rifiuta di servire Matteo Salvini

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"Io stavo servendo altri clienti, poi sono andata nel retro e mentre prendevo l'attrezzatura, ho detto alla mia collega di servirlo".

Una commessa di una gelateria di Milano si sarebbe rifiutata di servire un gelato a Matteo Salvini e per questo motivo avrebbe lasciato il lavoro. "La ragazza, in prova, è stata ripresa, come è giusto che sia", hanno aggiunto i titolari. Ma Nadia non ci sta: "Il rispetto va dato a tutti". Durante la discussione si è tolta la divisa e se n'è andata abbandonando il posto di lavoro a metà turno esclamando cose che poco hanno a che vedere con il nostro lavoro.

Ecco la versione della mamma: "Signor Matteo Salvini, sono la mamma della ragazza che serviva al banco della gelateria (e scrive il nome del negozio in questione e l'indirizzo ndr) in cui lei si è recato nel pomeriggio del 20 marzo". E alcuni utenti le hanno subito inviato messaggi di solidarietà.

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Conclusione su Donnarumma , con una risposta che alimenterà l'infinita telenovela cominciata questa estate. Per portare Balotelli ci vuole carattere , ma il carattere non lo aveva Ventura e non lo ha Di Biagio .

Come se non bastasse, è poi intervenuto anche Salvini, ovviamente sempre tramite i social, promettendo di querelare la madre della ragazza. Quindi la 20enne ha concluso con un colpo di scena: "Mio papà è un elettore proprio di Salvini, mia mamma è stata assessore di Forza Italia a Corsico". Inoltre non c'è stato nessun licenziamento. Al di là del dibattito stucchevole sulle fake news, che è sicuramente importante, anche se pare che ormai la cosa fondamentale sia non scrivere fake news più che trovare news, ma questa è una polemica tutta giornalistica. "Figurarsi se telefono a qualcuno per lamentarmi, mai fatto", ha specificato Salvini. Sono queste le parole che una giovane gelataia di Milano ha pronunciato quando si è ritrovata davanti il segretario della Lega Matteo Salvini. L'episodio che vede protagonista il leader del Movimento Sociale Giorgio Almirante è accaduto 40 anni fa, e precisamente all'inizio dell'estate del 1973, in un Autogrill alle porte di Bologna, al Cantagallo. Almirante, ignaro di quello che sarebbe di lì a poco successo, era di ritorno da Trieste e diretto al Quirinale, in compagnia della moglie Assunta, del figlio e di Michele Marchio. Il quartetto aveva appena finito di consumare il primo, quando il direttore di sala comunicò ad Almirante che tutto il personale era in sciopero, e si rifiutava di servirgli frutta e caffè.

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