Trump ha ammorbidito il divieto sulle persone transgender nelle forze armate statunitensi

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Altre accuse suggeriscono che gli investimenti cinesi negli Stati Uniti sono destinati a settori strategici e che la Cina conduce e sostiene attacchi informatici che preoccupano gli Stati Uniti. La mossa manda a picco le borse asiatiche e provoca un calo anche nei mercati azionari europei. Infatti ad oggi le tasse sulle vetture sono squilibrate, 10% per quelle statunitensi in entrata in Europa, contro il 2,5% di quelle europee negli Usa, e, non è un mistero, che l'amministrazione a Washington voglia riequilibrare queste percentuali.

Il saldo della bilancia commerciale degli States, nel confronti della Cina, è fortemente deficitario, ragion per cui imponendo misure protezionistiche Donald Trump punterebbe, di conseguenza, a riportarla in equilibrio. "Chiediamo ai cinesi di ridurlo immediatamente di 100 miliardi di dollari" -, ma prima o poi arriverà anche il turno dell'Europa e della Germania.

Ren Guoqiang ha rilevato che la Cina ha una sovranità indiscutibile sulle isole del Mar Cinese Meridionale e sulle acque territoriali adiacenti. Male tutti gli azionariati: Shanghai ha perso oltre il 3% (-3,39%) al termine delle contrattazioni chiudendo a 3.152,76 punti.

Vaticano, si dimette capo comunicazione dopo scandalo "lettergate"
Benedetto XVI si congeda così: "Sono certo che avrà comprensione per il mio diniego (a scrivere la prefazione all'opera su Francesco , ndr) e la saluto cordialmente".

Intanto l'Ue tira un prudente sospiro di sollievo e dimostra la sua forza quando è unita, anche se ora deve affrontare il tavolo del negoziato con Washington. Temono che il risorgere del protezionismo riduca la crescita del commercio mondiale e del Pil. Nell'elenco sono presenti Messico e Canada, presenze già note e protagonisti di una serie di contatti dal oemnto che, con ogni probabilità, Trump vuole usare l'arma dei dazi per strappare condizioni più favorevoli ai paesi coinvolti.

Un quadro complessivo che potrebbe mettere in difficoltà l'Italia, visto che sul nostro bilancio pubblico, la spesa per interessi riveste un notevole impatto e che la ripresa italiana è dovuta più all'incremento delle esportazioni che alla crescita della domanda interna. Prima di tutto limitare le libertà di investimento delle aziende Usa all'interno dei suoi confini e, spesso, di appropriazione di brevetti e tecnologie con mezzi impropri se non addirittura con acquisizioni facilitate da finanziamenti di stato, gli stessi che permetterebbero alle società cinesi di poter invadere il mercato con prodotti a basso prezzo senza dover risentirne.

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