Caso Skripal, ambasciatore russo in Usa: espulsioni "grave errore"

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Un gesto forte per rispondere all'uso del gas nervino contro l'ex spia russa Sergei Skripal, avvelenata con la figlia Yulia il 4 marzo scorso a Salisbury (Inghilterra). L'Italia ha deciso di espellere entro una settimana due funzionari dell'ambasciata di Roma: lo ha annunciato la Farnesina, "a seguito delle conclusioni adottate dal Consiglio Ue e in coordinamento con partner europei e alleati Nato". Dagli Stati Uniti al Canada, fino alla maggior parte degli Stati Ue (17 su 28), Italia compresa: è lungo l'elenco dei governi che hanno deciso la linea dura, in cui figurano anche l'Ucraina, la Norvegia, la Macedonia e l'Albania. "Sono gli ultimi colpi di coda di un governo asservito alla volontà di stati esteri che per fortuna sarà messo presto nelle condizioni di non nuocere più gli interessi nazionali italiani". Il governo britannico, dal ministro degli Esteri Boris Johnson a quello della Difesa Gavin Williamson, esulta. Immediata la replica del Cremlino che si è detto "dispiaciuto" per la decisione presa da alcuni paesi in solidarietà con Londra e annuncia misure "speculari di rappresaglia".

Secondo quanto si apprende da fonti diplomatiche, il Lussemburgo invece per il momento non è intenzionato ad espellere l'ambasciatore russo, poiché si tratta dell'unico diplomatico russo nel Granducato.

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Bisognerà però vedere l'esito del confronto con gli altri leader della coalizione di centro-destra, ancora in essere anche se traballante.

Dopo i 23 diplomatici russi cacciati dalla Gran Bretagna e gli altrettanti allontanati in risposta dalla Russia, sono gli Stati Uniti ad ordinare l'espulsione di 60 diplomatici russi, nonché la chiusura del consolato di Seattle. "A causa di negligenza criminale, a causa di sciatteria!", ha detto Putin. "Restiamo critici nei confronti delle azioni" di Mosca, ma nonostante questo, "oggi noi europei, assieme ai russi, piangiamo le vittime del tragico rogo nella Siberia occidentale", ha aggiunto Tusk, che oggi si trova a Varna (Bulgaria), assieme al presidente della Commissione europea Jean Claude Juncker per un vertice col presidente turco Erdogan. Per tutte queste ragioni la signora May ci ha posto di fronte a un problema di lealtà, siccome gli Stati Uniti - paradossalmente il Paese che più era sembrato avvicinarsi alla Russia con le elezioni di Trump - devono stare molto attenti a non dare adito ad accuse di questo genere - Trump rischia l'impeachment e ne è perfettamente consapevole - si sono allineati sulla posizione britannica, è stata invocata la fratellanza dell'Alleanza Atlantica e per tutte queste ragioni nessuno ha osato davvero prendere una posizione diversa. "La Russia - ha scritto - non può violare impunemente le norme internazionali".

LEGGI ANCHE - Gentiloni tentenna ma poi si allinea. Stanno avendo luogo così decine di espulsione in 14 paesi del Vecchio Continente e negli Stati Uniti in segno di solidarietà verso la Gran Bretagna.

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