Le intercettazioni della rete dei terroristi: "Bisognerebbe tagliargli la testa ei genitali!"

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Sono cinque le ordinanze di custodia cautelare in carcere effettuate da personale della Direzione Centrale della Polizia di Prevenzione e dalle Digos di Roma e Latina, emesse dal GIP del Tribunale di Roma nell'ambito di una vasta operazione antiterrorismo, condotta da personale appartenente alla Direzione Centrale della Polizia di Prevenzione ed alle Digos di Roma e Latina.

Uno dei tunisini coinvolti avrebbe avuto l'incarico di procurare ad Anis Amri documenti d'identità falsi per permettergli di lasciare l'Italia indisturbato, mentre per quanto riguarda gli altri indagati, su di loro pende l'accusa di aver fatto entrare in Italia, in modo illecito, un centinaio di migranti clandestini, ai quali avrebbero poi fornito documentazione falsa per permettere loro di spostarsi verso altri Paesi all'interno dell'Europa.

Dopo l'arresto di Torino e di Foggia, c'è il convincimento che l'Italia non sia indenne dalla radicalizzazione di cellule terroristiche. Contro il palestinese una serie di indizi per attività di terrorismo attraverso un autoaddestramento.

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Credo che per lui sarà molto emozionante e chiaramente anche per noi vederlo in un'altra squadra farà una certa impressione. Difficile da immaginare per chi ha segnato 34 reti in 467 presenze con il club piemontese (un gol ogni 13 partite e mezzo).

Amri venne ucciso 3 giorni dopo fuori la stazione ferroviaria di Sesto San Giovanni, nel milanese, da due poliziotti.

La rete, smantellata dalla polizia, era composta soprattutto da connazionali di Amri, che vivevano nella provincia di Latina. Il membro più noto della banda è Abdel Salem Napulsi, già recluso nel carcere di Rebibbia. Arrestati anche 4 cittadini tunisini accusati di associazione a delinquere finalizzata al favoreggiamento dell'immigrazione clandestina: il 32enne Baazaoui Akram, il 52enne Baazaoui Mohamed, il 29enne Baazaoui Dhiaddine e il 30enne Baazaoui Rabie. Le indagini sono scattate sulla base dei tabulati telefonici di Amri e dei suoi contatti italiani.

Perquisizioni in corso in alcuni locali nelle province di Latina, Roma, Caserta, Napoli, Matera e Viterbo.

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