Olimpiadi invernali 2016, Coni candida Milano e Torino. Appendino: "Siamo soddisfatti"

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Il Coni annuncia di aver indicato la "candidatura delle città di Milano/Torino per le Olimpiadi invernali 2026". E' questo ciò che emerge dalla lettera firmata dal presidente Giovanni Malagò e inviata al Cio: "Dovendo ottemperare ad una scadenza formale indicata dallo stesso Cio e dopo numerosi incontri e contatti con i vertici del Comitato Olimpico Internazionale, il Coni ha manifestato questo intendimento attraverso una lettera con la quale viene indicata la candidatura della Città di Milano/Torino". La partita è aperta soprattutto perché il Coni è in attesa della formazione del nuovo Governo per chiedergli l'appoggio e sottoporgli uno studio di fattibilità già realizzato per una valutazione complessiva del progetto.

La fase di dialogo prevede una collaborazione tra il Coni, la Città e il Cio per verificare la miglior soluzione che si adatti alle esigenze del Paese.

L'idea, inizialmente respinta dagli stessi Rossi e Kompatscher, è infatti quella di candidare le Dolimiti, a cavallo tra i tre territori, ad ospitare i Giochi invernali del 2026. "Per ogni altro commento il Coni rinvia alle comunicazioni del Cio previste per il 3 aprile".

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Poi il discorso cade, inevitabilmente, sulla sua questione personale: "Se vivo Capello come un mio fallimento?" Era stata una sua scelta.

"Prendiamo atto, con soddisfazione, della lettera del Coni che permetterà a Torino di accedere alla fase di dialogo con il Cio - è la replica di Appendino -".

L'Italia, dunque, ci riprova: priva di un'Olimpiade estiva dal 1960 e con l'ultima esperienza invernale risalente a Torino 2006, la dirigenza del Coni cercherà di aggiudicarsi l'edizione 2026 proponendo un progetto per le due città del Nord.

La fase di dialogo è un vero e proprio momento ufficiale nella scelta della sede per le Olimpiadi invernali, e non è un modo di dire; sarà importante e forse anche determinante, ma Milano e Torino non potranno dirsi vincitori della corsa ai Giochi del 2026 se non su decisione del Cio, unico organo che nel rispetto di competenze tecniche e carta olimpica dovrà stabilire ufficialmente quale città candidare.

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