Gaza in fiamme: i morti durante la manifestazione sarebbero oltre 15

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Alta tensione a Gaza, dove non sembrano destinati a placarsi gli scontri tra palestinesi ed esercito dello Stato di #Israele impegnato a fronteggiare le proteste organizzate in occasione del "Land Day" nei pressi della barriera difensiva di confine, trasformata per l'occasione in un grande campo di battaglia. La maggior parte degli altri feriti sono stati causati da proiettili di gomma e gas lacrimogeni. Proteste e manifestazioni sono previste da Hamas fino al 15 maggio, anniversario della proclamazione dello stato di Israele da parte delle Nazioni Unite che per i palestinesi però è ricordato come il giorno della "Nakba", la catastrofe, in ricordo di quanti furono costretti a lasciare settant'anni fa terre e case.

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Soprannominata "Great Return March", i raduni di questo venerdì nella Striscia di Gaza coincidono anche con la Giornata della Terra, che commemora l'assassinio di sei palestinesi da parte delle forze israeliane nel 1976. Il timore di una nuova escalation delle violenze in Medio oriente è ogni ora che passa più concreto, ma nessuna dichiarazione congiunta arriva dal Consiglio di sicurezza dell'Onu sugli scontri di ieri al confine tra Israele e la Striscia di Gaza. Centinaia le persone ferite. Non sembrerebbe interessata la politica internazionale alla questione palestinese, basta leggere la reazione del Consiglio di sicurezza dell'Onu che dopo i fatti del 30 marzo si è riunito d'urgenza per discutere. Il Centro legale palestinese ha diramato una durissima condanna dell'esercito israeliano che compie l'ennesimo crimine "in violazione a ogni diritto internazionale, senza distinguere nell'uso delle armi fra combattenti e civili disarmati" quali erano tutti i partecipanti alla mobilitazione. Sabato è stata una giornata di lutto in tutti i territori palestinesi, per decisione del presidente Mahmoud Abbas. Di questi 1.010 sono stati ricoverati negli ospedali pubblici della striscia di Gaza: 831 sono adulti e 179 bambini; 973 maschi e 37 femmine. Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha espresso soddisfazione per il comportamento dell'esercito israeliano, sostenendo che ha difeso il paese permettendogli di festeggiare la Pasqua ebraica "in pace": "ben fatto ai nostri soldati". Due leader energici, Hani Miqbil e Mohammed Haniya, sono riusciti a mobilitare una folla impressionante, nonostante la contro-propaganda di Israele, anche con volantini lanciati da cielo che ammonivano a "non mettere in pericolo le proprie vite". Ma pacifica o meno, sappiamo che Israele alcuni giorni fa ha lanciato volantini dai suoi elicotteri minacciando i gazawi e intimando loro di non avvicinarsi a meno di 300 metri dal confine perché l'esercito avrebbe sparato.

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