Migranti: Netanyahu fa retromarcia sull'accordo con l'Unhcr

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La soddisfazione di p. Rafic e degli attivisti per i diritti umani operanti in Israele nasceva dal fatto che cancellava un precedente provvedimento, temporaneamente bloccato dalla Corte Suprema israeliana, che prevedeva a partire dai prossimi giorni, il respingimento dei migranti verso "un Paese terzo" africano, il Ruanda. "Sono attento alle critiche e incontrerò i vostri rappresentanti domani mattina", ha detto Netanyahu nel suo messaggio. Poi è lo stesso portavoce di Netanyahu a spiegare "L'Italia era solo un esempio di un paese occidentale: il primo ministro non intendeva in modo specifico l'Italia".

Immediata è arrivata la smentita nel merito, seguita poi a stretto giro da quella della Germania, da parte del nostro Ministero degli Esteri che con una nota ha specificato come non ci sia "alcun accordo con l'Italia nell'ambito del patto bilaterale tra Israele e l'Unhcr per la ricollocazione". Il confine con l'Egitto, all'epoca poroso, è stato rafforzato e reso quasi ermetico.

Attualmente a Tel Aviv si trovano 16.250 rifugiati provenienti soprattutto dal Sudan e dell'Eritrea.

Meteo Pasqua e Pasquetta: maltempo moderato e sole
Quota neve inizialmente oltre 1700 metri, in calo dalla sera verso i 1400 metri. Temperature minime comprese tra 4 e 9 °C e massime comprese tra 12 e 19 °C.

Dopo "l'invasione" non concordata a Bardonecchia, ora anche il premier israeliano Benjamin Netanyahu prova a fare lo sgambetto all'Italia. I rapporti tra i due movimenti palestinesi sono pessimi e i recenti tentativi di un riavvicinamento, sostenuto in particolare dall'Egitto che si sente minacciato dalle fazioni estreme di Hamas, sono miseramente falliti con l'attentato nello scorso marzo al convoglio del primo ministro palestinese, esponente di Fatah, in visita a Gaza. In caso contrario, i migranti sarebbero stati arrestati. Secondo il leader dell'ala destra della coalizione, accogliere parte dei 40mila africani avrebbe significato trasformare Israele in "un paradiso dei migranti".

Carlotta Sami (Unhcr): "un equivoco l'accordo sul trasferimento di sudanesi ed eritrei in Europa".

Il governo della Germania, così come quello italiano, ha negato l'esistenza di qualsiasi accordo già ieri sera, mentre il Canada ha rinnovato la sua disponibilità a Netanyahu a prendere 2mila richiedenti asilo da Israele. A questo punto qualsiasi previsione sarebbe prematura, ma quel che è certo è che il braccio di ferro del 30 marzo mette in evidenza l'impasse tra Palestina e Israele. "Gli altri 16mila circa dovrebbero essere trasferiti".

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