Maxi manifesto anti-aborto, polemica a Roma

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L'amministrazione in passato aveva già interdetto l'associazione ProVita dall'affissione di simili manifesti, perché in contrasto con le prescrizioni previste dal Regolamento in materia di Pubbliche affissioni di Roma Capitale, che vieta espressamente "esposizioni pubblicitarie dal contenuto lesivo del rispetto di diritti e libertà individuali".

Un'iniziativa, rimbalzata velocemente su tutti i social network, che non poteva cadere nell' indifferenza, trattandosi di un tema "eticamente sensibile", destinato inevitabilmente a creare delle prese di posizione non certo "neutrali" a causa della posta in gioco. Il cartellone, della grandezza di 7 metri per 11, vede l'immagine di un bambino ancora in grembo. Si tratta di una campagna ProVita, lanciata dalla onlus che porta lo stesso nome, contro l'interruzione volontaria della gravidanza, per la protezione del diritto alla vita. Non un grumo di cellule. La gigantografia ritraeva un feto con la scritta "Tu eri così a 11 settimane". Ed è un insulto già tenerlo presente, figurarsi proteggerlo, giusto in una società come la nostra dove una Michela Vittoria Brambilla, instancabile animalista, la scena se la gode tutta ma se solo difendesse feti di undici settimane invece che gatti e cani, troverebbe righe zero nei giornali e nessuno ascolto. Già ti succhiavi il pollice.

Un messaggio esplicito, firmato ProVita, campeggia sotto la gigantografia di un feto nel grembo materno, affissa a Roma in via Gregorio VII.

Morto Giorgio Bubba, raccontò Genoa e Sampdoria a 90° Minuto
E, quasi simbolicamente, è morto proprio alla vigilia di un altro sentitissimo derby della Lanterna . È morto, infatti, a Genova all'età di 82 anni il giornalista sportivo Giorgio Bubba .

Per essere grande, è grande: 7 metri per 11 su una delle trade più trafficate di Roma. Quello di cui sono certo è che ogni singola affermazione del cartellone di Pro-vita contro l'aborto è scientificamente corretta. In effetti, nonostante la legalizzazione dell'aborto avvenuta il 22 maggio 1978 come legge 194, la questione non smetterebbe di essere discussa. Doveva rimanere lì, al civico 58 di via Gregorio VII, fino al 15 aprile. #Provita è sinonimo di 'contrario ai diritti e alla salute delle donne che non possono disporre liberamente del loro corpo-incubatrice'. "Tweet riguardo #provita!function (d, s, id){var js, fjs=d.getElementsByTagName (s)[0], p=/^http:/.test (d.location)?'http':'https';if (!d.getElementById (id)){js=d.createElement (s);js.id=id;js.src=p+"://platform.twitter.com/widgets.js";fjs.parentNode.insertBefore (js, fjs);}}(document,"script","twitter-wjs"); Polemica la dichiarazione della Fp Cgil: "Continueremo a sostenere che la scelta fatta 40 anni fa a sostegno della legge 194 non vada affatto messa in discussione, semmai andrebbe rafforzata", afferma la segretaria nazionale, Cecilia Taranto, stigmatizzando il gigantesco manifesto contro l'aborto.

Le consigliere capitoline ritengono che immagini del genere 'offendono la sensibilità anche di tutte le persone che hanno subito la fine di una gravidanza per i motivi più diversi. Difendere la vita con messaggi così crudi e violenti non appartiene alla storia delle donne, né della città.

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