Social, un utente su tre scambia spot per contenuti

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A darci la conferma sono i ricercatori dell'Australian Catholic University e della University of Queensland in Australia che sul Journal of Social Psychology hanno pubblicato lo studio intitolato "The burden of online friends: the effects of giving up Facebook on stress and well-being" che mostra gli effetti di Facebook sul nostro cervello.

Si allarga, intanto, lo scandalo Cambridge Analytica.

"Dopo che le mail della Sony Pictures sono state violate nel 2014, abbiamo apportato una serie di modifiche per proteggere le comunicazioni dei nostri dirigenti, limitando anche il periodo di conservazione dei messaggi di Mark Zuckerberg", afferma un portavoce di Facebook in una dichiarazione a TechCrunch, che continua rassicurando di averlo fatto "nel pieno rispetto degli obblighi legali". Cresce infatti da 50 a 87 milioni il numero degli utenti i cui dati sono stati utilizzati in questa vicenda.

Il fondatore del social network, a due settimane dall'esplosione di questo caso, sembrerebbe dare alcune spiegazioni.

Maxi manifesto anti-aborto, polemica a Roma
Quello di cui sono certo è che ogni singola affermazione del cartellone di Pro-vita contro l'aborto è scientificamente corretta. Difendere la vita con messaggi così crudi e violenti non appartiene alla storia delle donne , né della città.

Cambridge Analytica peraltro ha contestato i dati di Facebook degli utenti interessati, ribadendo di aver trattato non più di 30 milioni di record, ottenuti da un ricercatore incaricato raccogliere dati sulle persone su Facebook. Thisisyourdigitallife, questo il nome dell'app, prometteva di delineare la personalità di persona attraverso delle semplici domande. Per dimostrare la sua buona fede, Cambridge Analytica si sta sottoponendo volontariamente ad un'indagine che verificherà il suo operato. E non solo i nostri dati personali, ma anche quelli dei nostri amici.

L'italia non compare nei primi 10 paesi più colpiti ma, secondo il gigante dell'Hi Tech, gli italiani coinvolti sono 214.134.

Dall'altro, "Facebook avrebbe esercitato un indebito condizionamento nei confronti dei consumatori registrati, i quali, in cambio dell'utilizzo di Facebook, presterebbero il consenso alla raccolta e all'utilizzo di tutte le informazioni che li riguardano.in modo inconsapevole e automatico". Facebook comunque, ha comunicato di voler riscrivere le condizioni d'uso e le normative sui dati della piattaforma per renderle più chiare a tutti.

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