Di Maio al Pd: "Sotterriamo l'ascia di guerra"

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"Sediamo intorno a un tavolo, per ragionare e trovare insieme una sintesi che serva a dare risposte e non a scontrarsi muro contro muro", rilancia il leader dei 5 Stelle. Così il leader del M5S, Luigi Di Maio, in un'intervista a Repubblica lancia un messaggio di pace al Partito Democratico spiegando di non aver mai posto veti su Matteo Renzi, ma di aver invece "sempre contestato la linea di chiusura decisa dal Pd all'indomani delle elezioni". "Ora c'è un candidato premier che ne prende 11 milioni e la prima cosa che si chiede è che si faccia da parte?", chiosa Di Maio.

Ha avuto contatti con il dem Maurizio Martina "in occasione dell'elezione del presidente della Camera ed è sempre stato un confronto franco". Il ministro della Cultura del governo dimissionario lo fa a modo suo, ovvero con un tweet in cui si limita a chiedere unità nella risposta a Di Maio. "Registro come un passo in avanti la dichiarazione del segretario del Pd Martina di stamattina, come sono ben consapevole che Matteo Salvini sappia che al Quirinale o ci vai con il 17, o con il 37%, in ogni caso non fa 51 e quindi non crei una maggioranza". Rimarrebbe così la Lega che però non vuole avere un ruolo di secondo piano nella guida del paese. "Poteva cambiare l'Italia e non lo ha fatto" e Salvini:" Salvini sta scegliendo la restaurazione invece della rivoluzione.

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Ma tra i dem non sono tutti d'accordo sul dialogo con le altre forze politiche. Ma allora conviene davvero a Di Maio andare incontro a PD, il PD che ai loro occhi è il "mostro" di un racconto horror? L'opposto di quanto sta accadendo: rispondiamo affrettatamente e ci dividiamo tra noi.

Per Di Maio la differenza fra alleanza e contratto è sostanziale perchè "le alleanze per anni sono state il mettersi insieme per autoconservarsi e autotutelarsi". "Non esiste nè si sta ragionando su alcuna svolta nella trattativa con i 5 Stelle" sostiene il sottosegrario alle politiche europee Sandro Gozi. Nessun commento ufficiale è arrivato da Di Maio sebbene dal Movimento sia filtrata una reazione piuttosto dura alla decisione di Matteo Salvini.

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