Siria, Assad in Tv: "Occidente scredita"

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"Abbiamo la prova che la settimana scorsa sono state utilizzate armi chimiche in Siria da parte del regime": lo ha detto il presidente francese, Emmanuel Macron, intervistato in diretta da TF1.

"Avremo decisioni da prendere a tempo debito, quando riterremo più utile e più efficace: in nessun caso la Francia consentirà si verifichi una escalation, o qualsiasi cosa possa danneggiare la stabilità della regione". Uno degli obiettivi della Francia in Siria è pertanto quello di rimuovere le capacità del regime di compiere nuovamente attacchi simili.

Tra l'altro, ora si apre la possibilità di un'ispezione internazionale sui siti in cui sarebbe avvenuto il presunto attacco chimico il 7 aprile.

Il presidente siriano Assad oggi è riapparso nel palazzo presidenziale della capitale della Siria ripreso dalla Tv di Stato con un discorso rivolto all'Occidente.

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La posizione belligerante di Macron sembra sostenuta anche dall'Unione europea, con la portavoce della Commissione Maja Kocijancic che ha sostenuto: "Nel documento che abbiamo pubblicato domenica c'è scritto che in base ai nostri rapporti la maggior parte delle prove indicano che siano state usate dal regime armi chimiche in Siria nell'attacco del fine settimana".

Intanto la premier britannica Theresa May ha ordinato di spostare i sottomarini nel raggio d'azione missilistico per un'eventuale azione contro il regime siriano e ha convocato una riunione di gabinetto di emergenza. La Germania esclude invece una partecipazione all'attacco militare. Lo ha comunicato il portavoce del governo tedesco Steffen Seibert. I soldati iracheni si sono limitati ad occupare le città man mano che le milizie dell'ISIS tornavano in Siria per resistere all'esercito di Assad.

Anche l'omologo statunitense, Donald Trump è rimasto vago sulle tempistiche di un possibile intervento: "dei bombardamenti potrebbero avvenire molto presto, ma non per forza". Stessa linea è stata intrapresa dalla Merkel che, in una conferenza stampa col premier danese, ha escluso una partecipazione militare in Siria.

Le dichiarazioni del presidente francese assomigliano a quelle di Trump: accuse esplicite contro la Siria per l'uso di armi chimiche, ma nessuna indicazione certa su una rappresaglia militare che rimane solo minacciata. Con il segretario del'Onu Antonio Guterres che ha lanciato un chiaro appello: "Ho chiamato gli ambasciatori dei cinque Paesi membri permanenti del Consiglio di sicurezza ribadendo la mia profonda preoccupazione per i rischi dell'attuale impasse in Siria e ho sottolineto la necessità di evitare che la situazione diventi incontrollabile".

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