Telegram è stato ufficialmente bloccato in Russia

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Si prospettano tempi difficili per Telegram, che se non riuscirà a spuntarla in appello, dovrà consegnare quanto richiesto per continuare a fornire il servizio di messaggistica istantaneo.

Il Tribunale distrettuale di Tagansky, a Mosca, doveva esprimersi oggi, 13 aprile, sulla richiesta del Roskomnadzor - l'organismo russo di controllo sui media - di bloccare l'applicazione di messaggistica Telegram per il suo rifiuto di condividere col governo le informazioni sugli utenti. Questo infatti sarà in vigore "fino a quando non saranno soddisfatte le richieste dell'Fsb", ha spiegato il giudice Yulia Smolina che oggi si è espressa nel corso del brevissimo processo.

Anche in quel caso Durov si oppose a fornire le chiavi e Telegram venne multata per 800mila rubli.

Real-Juve, Vazquez: 'Rigore netto, Benatia...'
Ecco le sue dichiarazioni: "Non si può fischiare fallo su questo tipo di azione, questa partita doveva finire ai supplementari". Si intravede dal fermo immagine come Benatia interviene in maniera pulita sul pallone e non su Vazquez .

Dopo uno scontro durissimo tra Telegram e la Roskomnadzor, il Servizio federale per la supervisione nella sfera della connessione e comunicazione di massa, la nota applicazione ha avuto la peggio. Quindi il procedimento legale culminato nella sentenza della Corte Suprema dello scorso marzo, che ha ordinato alla compagnia di consegnare i codici all'Fsb una volta per tutte. In particolare era stata richiesta la possibilità di decriptare i messaggi legati a sei numeri di telefono, ma il fondatore di Telegram, Pavel Durov, aveva negato l'accesso alle autorità in quanto a suo dire vi sarebbe stata una violazione della privacy e della libertà degli utenti. "Telegram - ha aggiunto - utilizzerà metodi incorporati per bypassare il blocco senza richiedere l'intervento degli utenti, sebbene l'accessibilità al 100% del servizio senza Vpn non sarà garantita".

"Telegram può permettersi di non tener conto dei flussi finanziari o della vendita di pubblicità: la privacy non si vende e i diritti umani non possono essere sacrificati per paura o avidità", ha commentato Durov sulla sua pagina nel social network VKontakte (il Facebook russo da lui fondato). Gli avvocati dello studio internazionale Agora, che rappresentano gli interessi di Telegram in Russia, hanno annunciato l'intenzione di ricorrere in appello contro la decisione del tribunale.

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