Missili sulla Siria, le reazioni della politica italiana

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"L'azione di questa notte è stata una risposta motivata all'uso di armi chimiche a Duma e purtroppo non è la prima volta che si utilizzano armi chimiche da parte del regime siriano in questi anni di conflitto", ha sottolineato il premier, secondo cui "a un secolo dalla fine della prima guerra mondiale non possiamo rassegnarci all'idea che le armi chimiche tornino a essere utilizzate nei conflitti del nostro tempo". Lo ha detto il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni in una dichiarazione da Palazzo Chigi sugli sviluppi militari in Siria."L'Italia non ha partecipato all'attacco militare". Sono Paesi alleati, con gli Usa la nostra alleanza e' molto forte e particolare. Il supporto logistico che noi forniamo ai nostri alleati in questo caso particolare non ci sarà. Per Gentiloni si tratta "di un'azione circoscritta, mirata a colpire le capacità di fabbricazione o di diffusione delle armi chimiche".

Donald Trump, il presidente degli Stati Uniti, a seguito di un annuncio televisivo alla nazione, ha comunicato l'impellenza, a suo vedere, di bombardare la Siria, facendo sì che le sue truppe agissero, con l'appoggio di Londra e di Parigi, mentre lui era ancora intento a parlare ai cittadini. Roma si allinea così con Berlino: oggi Angela Merkel, in un colloquio telefonico con il premier, ha detto che la Germania non parteciperà a eventuali operazioni in Siria, pur condannando l'uso di armi chimiche. "Credo che questo impegni l'intera comunità internazionale a moltiplicare gli sforzi per impedire e prevenire l'utilizzo di armi chimiche". I caccia che devono fare protezione aerea, nella seconda. "Lasciamo intervenire l'Onu". Parole alle quali hanno fatto seguito quelle del senatore Paolo Romani, critico nei confronti dell'azione solo perché "non coordinata a livello Nato e senza una risoluzione del Consiglio di sicurezza dell'Onu". "Pazzesco, fermatevi!", ha twittato questa mattina il leader della Lega, parlando di un "errore tremendo" e chiedendo che l'Italia non "sia complice".

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A questo punto, anche l'ipotesi di un governo Salvini-Di Maio si allontana, dato che le loro posizioni in politica estera appaiono ormai agli antipodi, avendo i 5 Stelle abbracciato in toto la politica estera del PD. E ha poi aggiunto: occorre "accelerare con urgenza il lavoro della diplomazia, incrementando i canali di assistenza umanitaria". Evidentemente i disastri causati in Libia non hanno insegnato nulla.

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