Intesa e Intrum siglano accordo riguardante crediti deteriorati

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Il Cda di Intesa SanPaolo (lo rifersisce Il Sole 24 Ore a firma Luca Davi e Varlo Festa) ha approvato l'offerta vincolante presentata da Intrum per una partnership strategica sui crediti deteriorati.

Per quanto riguarda la piattaforma, vine spiegato che l'obiettivo è la costituzione di un operatore di primo piano nel servicing di Npl nel mercato italiano, con l'integrazione delle piattaforme italiane di Intesa Sanpaolo e Intrum, che avrebbe circa 40 miliardi di euro in servicing.

Nel dettaglio si tratta di due operazioni e la prima prevede che Intesa Sanpaolo ceda il 51% della piattaforma di servicing ad Intrum ad una valutazione (per l'intera società) di 500 milioni di euro, realizzando una plusvalenza netta di 400 milioni di euro.

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Questo scritto è redatto a solo scopo informativo, può essere modificato in qualsiasi momento e NON può essere considerato sollecitazione al pubblico risparmio.

A tal proposito è intervenuto anche il direttore generale di UniCredit Gianni Franco Papa, a margine di un evento a Vinitaly, il quale alla richiesta di un commento sull'operazione annunciata oggi da Intesa Sanpaolo con Intrum Justitia ha detto che "noi (UniCredit) guardiamo alla nostra operazione: abbiamo venduto al prezzo che il mercato quotava per quel tipo di asset". L'accordo, segnala una nota, "dà un significativo apporto alla strategia di riduzione del profilo di rischio prevista nel Piano di Impresa 2018-2021 di Intesa Sanpaolo" e permette, tra l'altro, di ridurre l'incidenza di Npl sui crediti complessivi al lordo delle rettifiche di valore al 9,6% (dall'11,9% di fine 2017) e realizzare una plusvalenza di circa 400 milioni di euro dopo le imposte. Per gli analisti di Mediobanca, che giudicano il titolo outperform con target price a 13 euro, si tratta comunque di un impatto pari al 3% dell'attuale capitalizzazione di Cnh che dovrebbe essere computata dagli analisti quando valuteranno il gruppo con il metodo della somma delle parti. L'assetto societario prevede l'assegnazione del 51% della nuova piattaforma a Intrum e il 49% da Intesa Sanpaolo, con una governance che andrà di conseguenza. Il prezzo corrisponde ad un multiplo sulle masse di circa 150 punti base e secondo gli analisti di Equita SIM la valutazione sembra leggermente più favorevole rispetto a quella registrata in operazioni recenti o a quella implicita nei prezzi di mercato dei competitors.

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