Stato-Mafia: "Trattativa ci fu". 12 anni a Mori, assolto Mancino

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La corte però ha accolto la ricostruzione della procura. Per Marcello Dell'Utri sono punite le condotte commesse contro il governo Berlusconi. "I rapporti di Cosa nostra con Berlusconi vanno dunque oltre il '92". Siamo nella consapevolezza di essere nel giusto.

La trattativa, termine semplicistico che traduce una contestazione ben più complessa, ci fu. In cambio, Cosa Nostra pretendeva un attenuazione del carcere duro, meno 41 bis, e altri benefici che Totò Riina avrebbe elencato nel famigerato "papello".

Un lungo applauso al grido di 'Grazie, graziè all'indirizzo dei pm del processo sulla trattativa tra Stato e mafia è arrivato dal pubblico che ha assistito alla sentenza. Durante il processo sono state ascoltate le intercettazioni tra Nicola Mancino e Loris D'Ambrosio, l'ex consigliere giuridico dell'allora Capo dello Stato Giorgio Napolitano deceduto improvvisamente di infarto il 26 luglio 2012, nelle quali faceva pressioni per evitare il confronto in aula con lo stesso Martelli che non avverrà mai. Lo ha detto l'avvocato Giuseppe Di Peri, difensore dell'ex senatore Marcello Dell'Utri. Ora il Caimano sarà ancora più nervoso.

Questa sentenza segnerà veramente la fine della seconda Repubblica come ha dichiarato il leader M5S Di Maio?

E comunque la sentenza colpisce al cuore il sistema di potere dei primi anni '90, dove l'intero establishment prima Ds e poi Pd ha giocato un ruolo determinante. "Ovviamente è una sentenza che impugneremo".

Consigliere M5s augura morte Berlusconi
Il post incriminato, scrive Rajinder Singh , non voleva essere assolutamente discriminatorio o offensivo nei confronti di nessuno. Zanichelli e la senatrice Maria Laura Mantovani, in una nota in cui esprimono una "totale presa di distanza" dal consigliere .

Le condanne sono tutte per la cosiddetta trattativa Stato-Mafia.

"Questo processo e questa sentenza sono dedicati a Paolo Borsellino, a Giovanni Falcone e a tutte le vittime innocenti della mafia".

Il pm Nino Di Matteo ha commentato: "Questa sentenza, dopo cinque anni, riconosce che parte dello Stato negli anni delle stragi trattava con la mafia e portava alle istituzioni le richieste di cosa nostra". E' stato assolto invece l'ex ministro Nicola Mancino mentre per Giovanni Brusca è scattata la prescrizione. "Ci sono spunti per proseguire le indagini su quella stagione".

Ad aver tirato in ballo Mancino nel processo sulla cosiddetta Trattativa Stato-mafia, era stato il ministro della giustizia dell'epoca, Claudio Martelli che disse di essersi lamentato con Mancino del comportamento del Ros. Nella sua deposizione il teste ha parlato anche di trattativa e "papello", la lista di richieste che Riina avrebbe fatto avere a Cina' perche' la consegnasse a Vito Ciancimino, cosa che il medico, sempre nell'incontro del 2002, avrebbe confermato allo stesso ex imprenditore. Stati d'animo diversi tra i vari imputati, da registrare la soddisfazione di Mancino: "Sono sollevato". Stessa accusa per Dell'Utri che si sarebbe fatto "portavoce" delle minacce mafiose presso il governo Berlusconi.

"Sono lieto che sia stato riconosciuta dalla Corte di assise palermitana la fondatezza dell'impianto accusatorio". A metterlo nero su bianco è la sentenza della corte d'assise di Palermo arrivata oggi, 20 aprile 2018, dopo 5 anni di processo.

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