Tim, il Tribunale di Milano dà ragione a Vivendi

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Il tribunale di Milano ha accolto il ricorso di Tim e Vivendi, togliendo così dall'ordine del giorno dell'assemblea di domani il punto sulla revoca, chiesta dal fondo Elliott, dei consiglieri dimissionari in quota Vivendi.

Materia del contendere tra Elliott e Vivendi era la possibilità di votare o no sulla revoca di sei consiglieri di marca francese, e sostituirli con altrettanti nomi indicati dal fondo attivista americano.

Questa iniziativa, giustificata dalla scarsa indipendenza del board dirigenziale e dalla deludente gestione economica e finanziaria della società da parte di Vivendi, è stata inizialmente respinta dalle dimissioni della maggioranza dei componenti del CdA, facendolo decadere automaticamente e sottoponendolo a nuove elezioni che si terranno il 4 maggio 2018, per poi essere stata riproposta dagli azionisti di minoranza in seno al Collegio Sindacale. Inoltre sono in calendario l'approvazione dei conti, la relazione sulla remunerazione, il piano di incentivazione basato su strumenti finanziari-tranche amministratore delegato, il piano di incentivazione basato su strumenti finanziari - tranche destinata a esponenti del management di Tim e delle sue controllate; il conferimento dell'incarico di revisione per il periodo 2019-2027; la nomina del collegio sindacale ( Sindaci effettivi e supplenti) e la nomina del presidente del collegio sindacale, la determinazione del compenso del collegio.

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Domani all'ordine del giorno dell'assemblea di Telecom non saranno trattati, invece, i punti proposti da Elliott e integrati dal collegio sindacale, dopo la decisione del tribunale di oggi.

Secondo il giudice milanese, "l'unico effetto prodotto dalle dimissioni" è stato quello di comportare "non la sostituzione dei soli amministratori per Elliot revocandi" ma quella "dell'intero cda, secondo la previsione statutaria".

"Elliott Advisors Limited ("Elliott") crede che la decisione odierna è solamente democazia ritardata, non democrazia negata; gli azionisti potranno esprimere la loro volontà alla assemblea straordinaria del 4 maggio". Anche la Cassa Depositi e Prestiti, che ha rilevato il 4,2 per cento di Tim, si è schierata con Elliott. L'incognita è sulla percentuale di capitale che parteciperà all'assemblea, e sulla raccolta delle deleghe esercitata dai due contendenti presso gli investitori istituzionali.

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