Bollorè fermato per corruzione, il gruppo smentisce irregolarità

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Il finanziere francese Vincent Bollorè sarebbe implicato in una vicenda legata a concessioni portuali in Togo e Guinea e sarebbe in stato di fermo per la corruzione di funzionari pubblici stranieri. Bolloré è attualmente interrogato negli uffici della polizia giudiziaria a Nanterre, nel dipartimento degli Hauts-de-Seine, alle porte di Parigi.

Il gruppo Bolloré "smentisce formalmente che la sua filiale in Africa abbia commesso delle irregolarità". Ieri sono stati fermati pure Gilles Alix, amministratore delegato del gruppo, e Jean-Philippe Dorent, responsabile del polo internazionale di Havas. Nel 2016 la sede del suo gruppo è stati perquisita.

I magistrati - secondo quanto scrive Le Monde - sospettano che il leader del gruppo abbia utilizzato la controllata dell'agenzia di comunicazioni, Havas, per ottenere nel 2010 la gestione dei porti di Conakry, in Guinea e Lomé, in Togo. Ne è uscita indebolita anche la Vivendi, società sempre facente capo a Bollaré che detiene il il 23% di Tim Telecom, che perde lo 0,95%.

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Utilizzavano tra loro un linguaggio criptico, o spesso semplici squilli telefonici in codice o sms. Attorno a Di Gennaro - hanno appurato le indagini - ruotavano tutte le altre figure.

Bolloré si trova in questo momento sotto interrogatorio nel commissariato di Nanterre, vicino Parigi.

Accuse pesantissime nei confronti di Vincent Bollorè. La vicenda riguarda le concessioni di ottenimento della gestione dei terminal di navi container.

Vicnent Bollorè è presidente del Consiglio di Amministrazione della holding Havas, sesto gruppo mondiale nel settore delle telecomunicazioni. Nel novembre 2010, Alpha Condé è stato nominato nella Magistratura Suprema dopo le prime elezioni libere del paese, che hanno posto fine a 52 anni di governo autoritario. Il voto è stato un brutto colpo per il gruppo francese Necotrans, specializzato in logistica portuale in Africa. Jacques Dupuydauby, ex partner di Bolloré in Togo, ha intensificato i procedimenti giudiziari per denunciare le condizioni in cui ritiene di essere stato sfrattato. Il timone della Vivendi era già passato la scorsa settimana al figlio Yannick Belloré.

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