Governo: Di Maio, ipotesi centrodestra tramontata del tutto

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Verso il Nuovo Governo: intesa possibile tra Movimento 5 Stelle e Pd al termine dell'incontro tra la delegazione dem e Roberto Fico, cosa sta accadendo? Marcucci e Orfini avrebbero sostenuto la necessità di tenere una linea più cauta e ferma, mentre Martina caldeggiava l'apertura al dialogo, a patto della chiusura del forno con la Lega. È la posizione che il traghettatore ha anticipato al Colle, giurando che non sarebbe servita neanche una direzione per ratificare la svolta. "Tu non fai un bel niente, Maurizio!" Volano parole grosse, nessuno riesce a fermarli.

Ma un pregio ce l'ha.

La strategia di Martina è andata a cozzare con quella di Renzi.

Ma i "governisti" Pd non demordono. Per Renzi, i processi politici non si improvvisano, figurarsi una svolta radicale come le nozze con gli arcinemici. Direzione di cui si ipotizzano anche i possibili giorni di convocazione: mercoledì 2 maggio o, più presto, il 30 aprile.

Il finale di questa storia non è ancora scritto, però. Dopo essere stato umiliato dalla più umiliante delle trattative - la richiesta della sua testa come condizione per la creazione di un nuovo governo - Silvio è stato raggiunto dalla più antica delle ombre sulla sua reputazione, il rapporto con la mafia, dopo la sentenza di condanna in primo grado a Marcello Dell'Utri sulla Trattativa Stato-Mafia. E allora, come se ne esce? E, sia pure a spanne molto larghe, anche sulla spending review un terreno di intesa si può trovare: i Cinque stelle la chiamano lotta agli sprechi.

Sul banco degli imputati è finito subito Luigi Di Maio, tacciato immediatamente di 'alto tradimento'.

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La notizia è trapelata al momento dell'allarme, alle 7.45 di questa mattina, quando dei testimoni hanno riferito che un uomo che viaggiava con uno zaino avrebbe urlato di voler uccidere dei poliziotti.

- oppure non potrà mai esserci alcun tipo di accordo politico o di appoggio del Partito Democratico ad un governo a 5 stelle.

"Se il @pdnetwork accettasse di fare da stampella al M5S, accettando di aiutarli a formare il governo, vedrebbe nascere al proprio interno un immenso gruppo di oppositori".

Tra i due partiti non ci sarebbe incompatibilità programmatica ma semmai un terreno da arare, seppur con compromessi faticosi.

Il Pd è disponibile a dialogare con M5S sulla base dei 100 punti del suo programma di governo e su tre punti "già evidenziati durante le Consultazioni al Quirinale": una "agenda europeista", il "rinnovamento della democrazia superando il populismo", politiche del lavoro "rispettando gli equilibri di finanza pubblica", ha spiegato Martina, aggiungendo che "sul piano programmatico noi abbiamo ribadito al presidente Fico che l'asse di riferimento sta attorno al programma del Pd, nei 100 punti proposti al Paese, e in tre sfide essenziali richiamate durante le consultazioni al Quirinale".

Sempre in casa Pd, Dario Franceschini spiega invece che il Pd ha l'obbligo di aprire un confronto senza pregiudiziali con i 5Stelle. Per imporre una svolta politica ci vuole una leadership che ottenga un mandato chiaro. Credo che queste cose in un Paese democratico non debbano proprio esistere.

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