Nuovo Governo: Di Maio pensa al voto subito

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A chi gli chiedeva se ci sia stato uno scambio di sms con Matteo Renzi, Salvini ha risposto: "Mi scrivo con tutti, con Renzi, con Di Maio. lui venga a un tavolo a ragionare sulle cose da fare ma con la squadra che ha vinto, il centrodestra". Dopo l'exploit del Friuli Venezia Giulia il 'Capitano' deve decidere cosa fare: se provare a formare, in veste di candidato premier della coalizione vincente, un esecutivo ponte con Fi-Fdi e il 'soccorso' di tutte le forze responsabili (compreso il Pd se necessario) per approvare due-tre provvedimenti urgenti per poi andare al voto a ottobre come vuole Silvio Berlusconi o scegliere la strada del ritorno alle urne, già a giugno, come chiede Luigi Di Maio, rischiando così di rompere l'alleanza con il Cav. Giorgetti ha poi aggiunto come non serve al Paese in questo momento "sopravvivere" con governicchi senza veri numeri in Parlamento: ma dunque, chi ci guadagnerebbe di più al tornare entro l'anno al voto? "Andiamo al voto il prima possibile!".

Uno sfogo quello avuto oggi su Facebook nel giorno del Primo Maggio che di fatto è una continuazione di quello in cui ieri Luigi Di Maio dichiarava lo stallo perenne e il fallimento del contratto di governo "dei due forni" (Pd e Lega, ndr). Gli fa eco anche Roberto Fico, Presidente della Camera, amaro e deluso dalla situazione attuale: "La situazione è sotto gli occhi di tutti". Poi ci sono ben poche alternative.

Inter-Juventus, frase Tagliavento: Pecoraro attenziona il filmato
A fine gara, il tecnico della Juventus , Massimiliano Allegri, si congratula con il quarto uomo Tagliavento . Orsato è stato a dir poco disastroso e l'esito finale del match ne è stato sicuramente condizionato.

Governo di minoranza del centrodestra o voto anticipato? I recenti e terribili fatti di sangue, legati agli immigrati, hanno forse smosso le coscienze degli italiani fino al punto di dare origine a questa virata leghista, che ha spinto al trionfo in Friuli il centrodestra con un sonoro 57%. Si potrebbe pensare ad elezioni a settembre, ma sarebbero un disastro per l'Italia perché vorrebbe dire non avere poi i tempi tecnici (ammesso che dalle urne esca un governo con i numeri giusti) per la legge di stabilità, una circostanza che ci esporrebbe e nuove e pericolose speculazioni finanziarie. Poi c'è sempre il governo tecnico o "del Presidente" con lo spauracchio da evitare, secondo i più informati quirinalisti, che sono le elezioni ancora nel 2018. Ai posteri (e al Colle) l'ardua sentenza, con lo stallo che ormai pesa molto più che le divisioni e i veti delle varie forze politiche.

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