Catania, bufera all'Ispettorato del Lavoro "Così insabbiavano le pratiche degli amici"

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Ci sono l'ex deputato regionale centristra Marco Forzese (eletto nella scorsa legislatura nell'Mpa e poi passato per Udc, Megafono e Centristi per la Sicilia) e l'ex consigliere del Comune di Catania di FI, Antonio Nicotra, tra gli arrestati nell'operazione della Guardia di finanza che ha svelato un meccanismo di corruzione all'Ispettorato territoriale del lavoro di Catania.

Per gli altri cinque indagati - il direttore sanitario dell'Asp, due professionisti e due imprenditori - il Gip ha emesso un provvedimento di interdizione dalla professione.

Nell'inchiesta è finito anche Francesco Luca, attuale direttore sanitario dell'Asp di Catania, è stato sospeso per 12 mesi dall'esercizio del pubblico servizio. I militari della Guardia di finanza stamattina all'alba hanno eseguito nove ordinanze di custodia cautelare. Marco Forzese, ex deputato regionale centrista, finisce nell'inchiesta Black Job della Procura di Catania con un attributo pesantissimo: "corruttore". Forzese, in quell'occasione, definisce l'imprenditore un suo "grande elettore" e "persona di fiducia in grado di garantirgli un cospicuo pacchetto di voti".

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Uno dei metodi era, stando alle indagini dei finanzieri, quello di fare sparire i fascicoli: sono le telecamere nascoste dalle Fiamme gialle che inquadrano Forzese mentre è con Salvatore Calderaro, gestore di una tabaccheria, sospeso dall´attività imprenditoriale. Luca e Maugeri sono rappresentanti legali dell'ente di formazione Enaip e avrebbero chiesto ad Amich un'attestazione di avvenuti versamenti di somme relative ad assegni familiari riconosciuti ai dipendenti dell'ente. Oggetto dell'accordo corruttivo è la definizione dell'entità delle sanzioni amministrative applicate a un call center catanese a seguito di 2 ispezioni eseguite da INPS e Ispettorato Territoriale del Lavoro di Catania negli anni 2014 e 2015.

Un quarto episodio di corruzione coinvolgerebbe la responsabile dell'ufficio legale dell'ispettorato del lavoro, Rosa Maria Trovato, l'imprenditore Orazio Emmanuele e il suo ragioniere Giovanni Patti. In quest'occasione emerge che Trovato si è già prodigata per favorire l'archiviazione di ulteriori procedimenti in tema di lavoro irregolare. Nel corso di un'audizione tenuta dalla funzionaria alla presenza dei due sarebbe stato concordato arbitrariamente il differimento del pagamento di una sanzione amministrativa derivante da un'ispezione effettuata dai carabinieri presso un lido gestito da Emmanuele.

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