Incidenti a catena in montagna: è strage di alpinisti

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Lo riferisce il portavoce della polizia cantonale Markus Rieder.

Un'altra tragedia si è verificata sulle Alpi bernesi, nella zona del Monte Monch, a 4105 metri.

Tre vittime sono decedute dopo l'arrivo in ospedale, cinque invece lottano tra la vita e la morte.

Le operazioni di soccorso sono partite verso le 6 di lunedì 30 aprile, quando il gestore del rifugio Vignettes, meta del gruppo, ha dato l'allarme.

Secondo la polizia un gruppo di 14 escursionisti, tra cui italiani, tedeschi e francesi, sorpresi da una tempesta, hanno trascorso la notte al gelo nella zona di Pigne d'Arolla a oltre 3.000 metri con temperature sotto zero. Diversi scialpinisti si trovano ricoverati in gravi condizioni di ipotermia negli ospedali del Canton Vallese, Berna e Losanna. Si tratta di Elisabetta Paolucci di 44 anni, Marcello Alberti, di 53 anni e di sua moglie Gabriella Bernardi di 52.

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Oltre alla guida alpina Mario Castiglioni di 59 anni, comasco ma residente in Svizzera, gli altri tre italiani morti per assideramento di cui si è risaliti all'identità sono bolzanini, molto conosciuti negli ambienti del Cai. Erano attese domenica notte al rifugio Des Vignettes, ma non ci sono mai arrivate.

Uno dei superstiti, Tommaso Piccoli, appena dimesso dall'ospedale, ha raccontato di essere sopravvissuto rimanendo sveglio tutta la notte facendo ginnastica, parlando e spronando gli altri.

Italia, Francia e Svizzera i paesi coinvolti dove si sono verificati ben 4 incidenti e dove la causa principale è sempre stata il maltempo. Oggi due giovani scialpinisti hanno perso la vita sull'Antelao, nelle alpi bellunesi, mentre stavano affrontando la parte conclusiva del Canale Oppel: sono scivolati entrambi, fermandosi alcune centinaia di metri sullo sbocco sottostante. Ci sarebbe un quinto morto, italiano anche lui, che si va aggiungere alle quattro vittime già accertate.

Il procuratore vallesano Ludovic Schmied ha aperto un'inchiesta sull'accaduto per rispondere all'interrogativo se siano state commesse imprudenze.

Cinquantanove anni, fondatore del "Montagna sport", da anni guida alpina, Castiglioni è stato sorpreso da una bufera con altri 12 escursionisti sull'alta via per Zermatt. A quel punto, l'ingegnere spiega di aver "cercato di non addormentarmi e ci sono riuscito, tutto lì, perché in quelle situazioni se ti addormenti sei finito: l'ipotermia ti prende e ti uccide".

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