Tim, Genish pronto a lasciare. Addio se vince il fondo Elliott

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Nuova puntata nella telenovela su Telecom Italia che vede opporsi Elliott e Vivendi.

Di certo gli esiti dell'assemblea di oggi saranno rilevanti non solo per la governance di Telecom Italia ma anche per progetti di levatura nazionale e internazionale come quelli sulla *rete a banda larga *in Italia destinata a uno scorporo che potrebbe portarla a una partnership con la concorrente Open Fiber. Genish tiene a precisare che "il problema" non e' da che parte stare ma se avra' o meno "gli azionisti e un cda che supportano il piano industriale". "Se la lista di Vivendi non otterrà la maggioranza dei voti, visto che è chiaramente la sola lista che sostiene il nostro piano industriale a lungo termine, credo fermamente che la mia posizione diventerebbe insostenibile", ha spiegato il manager.

Al di là dell'imprecisione nella qualifica del ruolo di Amos Genish, divenuto semplice amministratore da quando il 24 aprile 2018 il consiglio di amministrazione è decaduto per dimissioni della maggioranza dei consiglieri, Tim ha precisato che il titolo dell'articolo "è equivoco e non riflette lo scambio avvenuto tra Amos Genish e il giornale".

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In quest'occasione emerge che Trovato si è già prodigata per favorire l'archiviazione di ulteriori procedimenti in tema di lavoro irregolare.

Amos Genish, ceo di Telecom Italia, sarebbe pronto a lasciare nel caso in cui il fondo Usa Elliott vinca la battaglia contro il maggiore azionista Vivendi sul controllo del cda all'assemblea del 4 maggio.

E pensare che lo stesso Genish, espressione del finanziere bretone Vincent Bollorè, patron di Vivendi (fu il francese a scegliere e imporre Genish, che era passato da Telefonica Brasil a Vivendi a inizio 2017, nel luglio dello scorso anno sostituendo d'imperio Flavio Cattaneo), continua a godere di grande fiducia agli occhi di Elliott.

Roma, 3 mag. - Per Elliott, che con questo punta a dare stabilità e a rassicurare i fondi, "non c'è un piano alternativo" a quello di Genish. Elliott e i suoi candidati indipendenti sostengono pienamente Genish e sono incoraggiati dal fatto che Genish si sia impegnato a rimanere in Tim per eseguire il piano con il sostegno del consiglio senza tener conto della sua composizione.

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