A Persiceto c'è il "Peppino Impastato Festival" 9-12 maggio

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Alle 19 a Casa Memoria la Premiazione del campionato di calcio "Memorial Peppino Impastato IV edizione". Peppino, al contrario, gridava, sosteneva apertamente che la mafia fosse "una montagna di merda", parlava del comune di Cinisi come del Maficipio di Mafiopoli, non risparmiava nessuno e amava la politica in maniera dirompente, al punto da arrivare a candidarsi alle elezioni comunali nelle file di Democrazia Proletaria, venendo assassinato cinque giorni prima del voto.

Il 9 maggio del 1978 a Cinisi Peppino Impastato veniva ucciso in seguito alla sua intensa attività politico-culturale antimafiosa. In quella occasione vennero uccisi gli uomini della scorta e quel giorno, l'Italia, attonita, piombò nel terrore, sconvolta dalla ferocia e dalla organizzazione strategica e militare di cui diede prova le B.R. Impastato e Moro vennero ritrovati lo stesso giorno e il politico soppiantò il "cane sciolto" di Cinisi, quel giovane che dai microfoni di Radio Out urlava contro la mafia e i suoi ridicoli boss. Oggi è un luogo simbolico dove migliaia di persone, tanti giovani e molti studenti si ritrovano.

Il cadavere dell'attivista venne imbottito di tritolo e fatto saltare sui binari della linea ferroviaria Palermo-Trapani, tanto che la sua morte inizialmente venne scambiata per un suicidio.

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L'aspetto psicologico in un minuto cambia la partita . "Non ce la fa, come Sturaro , De Sciglio e Chiellini ". In porta ci sarà Buffon . "In difesa ne giocano 2-3 tra Barzagli, Howedes, Rugani e Benatia ".

Alle 16, nell'Aula Civica si terrà il convegno "Mafia e Antimafia dagli anni Settanta a oggi", a cura del Centro siciliano di documentazione "Giuseppe Impastato".

Per tutti gli italiani la data del 9 maggio 1978 rappresenta un momento di svolta epocale. "Consideriamo questa una vittoria più importante della stessa condanna di chi ordinò il delitto". "In questi 40 anni - ha detto - abbiamo cercato di affermare invece il grande valore della disobbedienza alle ingiustizie e alle sopraffazioni. Per questo incontriamo tanti ragazzi e ragazze a Casa Memoria, come ha voluto mamma Felicia, perché saranno loro che, 'con la cultura e tenendo la schiena dritta', costruiranno un futuro migliore". "Adesso toccherà a una nuova generazione far sentire la sua voce e la voce di chi si impegna per la giustizia e la libertà".

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