Di Maio, no veti Cav ma dialogo con Lega

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Di certo per Giorgetti, se gli azzurri votassero l'esecutivo neutrale di Mattarella, l'alleanza "sarebbe da considerarsi finita".

La colpa del ritorno al voto, dice Di Maio, è di Matteo Salvini: "Volevo capire se Salvini c'era o ci faceva e per 55 giorni ho provato a proporgli un governo assieme". Tra l'altro si parla pochissimo della Meloni, che pur con i suoi voti ha contribuito in maniera determinate a sopravanzare i grillini nell'ultima tornata elettorale.

Ora, le elezioni anticipate restano allo stato dei fatti lo scenario più probabile; o meglio, quasi certo.

Ma non ci sarà la fiducia di Forza Italia solo una astensione. È un chiaro segnale di rischio tanto che il ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan mette in guardia dal "protrarsi dell'incertezza politica" che potrebbe "frenare la ripartenza degli investimenti".

"Senza governo politico possibile data per votare è l'8 luglio", ha detto il leader M5s Luigi Di Maio dopo aver incontrato il segretario della Lega Matteo Salvini. "Non esistono - ha evidenziato ancora - governi neutrali". Il Quirinale però fa presente che non risponde a verità - precisa il Quirinale- che il presidente Mattarella abbia invitato la Lega e il Movimento 5 Stelle a incontrarsi, né che abbia rivolto inviti di questo genere ad altri partiti. Con questo 51% hanno eletto il presidente della Camera, quello del Senato, gli organi direttivi delle Assemblee.

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Al momento il ritorno di Sly come protagonista non è ancora stato confermato ufficialmente, ma sembra quasi certo. SC comunica che a breve verrà annunciato il regista della pellicola.

L'AUT AUT DI DI MAIO - Primo a salire al Colle questa mattina è stato il Movimento 5 Stelle.

I punti di contatto tra Lega e Cinquestelle sono molti e gli stessi leader sembrano convergere su un governo di 'consenso popolare'. Eventualità che, secondo Masia, rischierebbe di penalizzare proprio il M5S, perché l'astensionismo colpirebbe soprattutto le regioni del Sud dove i pentastellati hanno fatto il pieno di voti.

"Da quando è sceso in campo - spiega Gelmini - il presidente Berlusconi si è sempre battuto per l'unitaà del centrodestra, quindi per un principio di lealtà non saremo noi certamente a distinguerci rispetto al resto della coalizione, quindi crediamo che non ci siano le condizioni per votare un governo neutrale".

Ma al leader della Lega conviene? Ecco perché l'impresentabile che fu è diventato "il meno responsabile di questa impasse" e "su di lui non ci sono veti".

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