Hannes, è italiana la mano robotica più evoluta al mondo

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Nasce dalla collaborazione tra Inail e l'Istituto italiano di tecnologia di Genova con il Centro Protesi Inail di Vigorso di Budrio.

Hannes. Inail e Istituto italiano di tecnologia (IIT) hanno presentato ieri in una conferenza stampa che si è tenuta a Roma una nuova mano protesica di derivazione robotica che permetterà ai pazienti il recupero del 90% delle funzionalità, migliori capacità e presa.

La mano robotica vuole essere una 'parte del corpo' a tutti gli effetti, con l'obiettivo di restituire ai pazienti questa sensazione 'naturale' senza che la percepiscano come un 'accessorio' aggiunto. Anche a riposo sembrano dita reali, adottando una postura fisiologica. Il pollice, in particolare, è orientabile in tre diverse posizioni e rende possibili i tipi di prese necessarie nella vita di tutti i giorni: 'pinch grasp', pollice e indice in opposizione, per manipolare oggetti di piccole dimensioni come una penna o un chiodo, 'power grasp', una presa che consente di spostare oggetti di peso elevato, fino a circa 15 chilogrammi, e 'lateral grip', per afferrare oggetti molto sottili come fogli o carte di credito. Il sistema comprende anche il polso che può piegarsi in cinque posizioni e attuare la prono-supinazione attiva, permettendo il movimento rotatorio in entrambe le direzioni.

Riesce infatti a riprodurre circa il 90% delle funzionalità manuali, grazie alla tecnologia Dynamic Active Grasp (DAG), la quale aumenta la capacità delle protesi nell'afferrare oggetti, meglio adattandosi alla loro forma e alla resistenza che offrono. Le caratteristiche di costruzione del dispositivo consentono alla batteria di coprire un'intera giornata intera di utilizzo. Il sistema di controllo di Hannes è di tipo mioelettrico, sfrutta cioè gli impulsi elettrici che provengono dalla contrazione dei muscoli della parte residua dell'arto, e implementa strategie basate su algoritmi di intelligenza artificiale.

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Lorenzo De Michieli, coordinatore del Rehab Technologies, l'ha definita "una mano che combina una serie di aspetti fondamentali e innovativi", con una presa che "somiglia a quella di una mano umana con le dita che avvolgono l'oggetto distribuendo automaticamente la forza". "La mano è solo il primo esempio, ma sulla stessa base stiamo sviluppando esoscheletri e protesi di braccia e gambe". Una tecnologia che consente ai pazienti di comandare la mano semplicemente pensando ai movimenti naturali e senza la necessità di alcun trattamento chirurgico invasivo.

"Adesso il passo ulteriore che dobbiamo fare è quello della produzione". Disponibile a partire dal 2019, è stata realizzata in 2 taglie e in versione destra e sinistra. È inoltre dotato di differenti soluzioni cosmetiche, con guanti di rivestimento diversificati per uomo a donna. "Il lancio di Hannes - sottolinea Massimo De Felice, presidente dell'Inail - è solo la prima tappa di una collaborazione molto proficua con Itt". Inoltre, non ha bisogno di intervento chirurgico per essere utilizzata.

Sviluppata da Rehab Technologies, nata nel 2013 grazie a Iit e Inail, la protesi robotica è stata chiamata Hannes e offre ai pazienti quasi la totalità delle funzioni di una mano.

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