Senato, in corso il dibattito sulla fiducia. Renzi: Noi siamo un'altra cosa

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Prendendo la parola al Senato, Renzi ha garantito "il rispetto dei ruoli del governo e delle opposizioni", ma ha criticato le forze di maggioranza dicendo che "da inciucio a contratto cambia solo il vocabolario" (qui il discorso di Matteo Renzi al Senato). L'ultimo impegno "italiano" dell'ex premier sarà la partecipazione al dibattito in Senato sulla fiducia al governo Conte, dove il gruppo del Pd confermerà il suo no all'esecutivo "giallo-verde" ma il compito di spiegarne le ragioni in Aula spetterà al capogruppo a Palazzo Madama Andrea Marcucci, mentre è escluso - a meno di colpi di scena - un intervento dell'ex sindaco di Firenze. "La nostra opposizione - ha sottolineato - non occuperà mai la poltrona del presidente del Senato, non occuperà mai i banchi del governo, non insulterà mai i ministri e non attaccherà mai gli altri gruppi parlamentari, come fatto in passato, "non insulterà sui social i ministri della Repubblica, non attaccherà le istituzioni di questo paese con il grido 'mafia, mafia' come accaduto nel 2014".

Ieri Renzi lo ha definito "collega", ritenendolo un "Presidente del Consiglio non eletto da nessuno", e dunque, in questa parte di storia narrativa, simile a lui. Il cui direttore Alessandro Barbano, distintosi per la sua linea garantista ma ultimamente anche per la diffidenza verso il governo che stava nascendo, è stato appena rimosso dall'editore. E "altro che Terza Repubblica, continua la Prima", ha continuato Renzi. "Voi siete il potere, l'establishment e ora non avete più alibi per non fare le cose". Ha dettato la linea con un discorso di dieci minuti, ha frenato i senatori dem che rumoreggiavano e ha chiamato l'applauso quando il premier ha ribadito la fedeltà alla Nato.

Johnny Depp malato? Irriconoscibile nelle foto con i fan a Mosca
Ma l'apparenza inganna, perché la verità è tutt'altra . (LaPresse) Johnny Depp sta facendo preoccupare e non poco i suoi fan. Già risalire a questo indizio era importante per capire che dietro quella magrezza doveva celarsi qualcosa di più innocuo.

"Poi ha ripreso Di Maio: "'Lo Stato siamo noi?'. "I 'due forni' è una espressione che non sentivamo dagli anni Novanta. Non so se cambierete il paese intanto avete rasserenato il clima politico, lo considero un passo positivo".

"A Salvini voglio parlare da padre a padre: ora rappresenti il Paese, non possiamo permetterci di creare polemiche. Ha detto che i diritti sono venuti meno, non è così cose", ha concluso. Ci dia una mano, guida l'ordine pubblico ed è responsabile della sicurezza di tutti noi. Voi avete un'idea totalmente diversa da noi sulla giustizia, siamo per il garantismo, non per il giustizialismo.

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