Annullata l'amichevole tra Israele-Argentina a Gerusalemme per minacce a Messi

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L'Argentina non giocherà contro Israele a Gerusalemme.

Un gruppo di tifosi si è presentato a bordo campo con bandiere e maglie della nazionale macchiate di sangue. Maglie, neanche a dirlo, numero 10, quelle del capitano Messi. "Speriamo ancora che Messi non venga", ha detto Rajoub parlando con i giornalisti dopo aver lasciato l'ufficio di rappresentanza argentino nella città di Ramallah, in Cisgiordania.

Da quando l'incontro era stato fissato il movimento di Boicottaggio e disinvestimento di Israele (Bds) e i deputati arabi al parlamento dello Stato ebraico si erano mossi per bloccare la partita con appelli alla Federazione calcio argentina e ai singoli calciatori dell'albiceleste.

I PALESTINESI: "CONTRARI PERCHÈ 'POLITICIZZATA'" Le ire dei palestinesi per l'amichevole tra Argentina e Israele nascono dalla decisione dei leader israeliani di "politicizzare" la partita scegliendo di spostare l'evento da Haifa a Gerusalemme: è quanto ha sostenuto il capo della Federcalcio palestinese, Jibril Rajoub, in dichiarazioni al Times of Israel dopo che il match - come confermato dall'ambasciata israeliana in Argentina - è stato annullato tra un'infinità di polemiche. E che hanno spinto i giocatori dell'Argentina a rivolgersi all'Afa (la federazione calcistica del Paese sudamericano) per esprimere tutta la loro preoccupazione sulla situazione incandescente.

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Un paio d'anni fa era toccato a Cristiano Ronaldo: il fuoriclasse del Real Madrid era finito nella bufera per essere comparso in una serie di spot pubblicitari su una TV via cavo israeliana, nei quali prestava il proprio volto a favore di una nota azienda di telecomunicazioni attiva in Israele.

"La cancellazione - ha aggiunto, citato dalla Wafa - è un colpo al governo di Israele". Cosa abbiano in comune i due elementi, poco conta ma alla vigilia del match tutti si stanno chiedendo se per la Pulce sia davvero il caso di scendere in campo o no. "Messi non è solo un giocatore, quindi è chiaro che viene usato come simbolo per convincere a giocare una partita amichevole", ha concluso Moores.

Il ministro della Difesa isrealiano Avigdor Lieberman invece ha pesantemente criticato la decisione della nazionale biancoceleste, definendola una resa all'odio.

Il ministro della cultura e dello sport, Miri Regev, commentato: "la capitale di Israele è il posto più adatto per una partita così prestigiosa". Il premer israeliano Benjamin Netanyahu ha fatto un ultimo tentativo con una telefonata nella notte al presidente argentino Mauricio Macrì, ma non ha avuto successo.

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