Lo schiaffo di Trump: lascerà il G7 in anticipo

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La stessa cancelliera tedesca Angela Merkel era arrivata ad auspicare questa conclusione, sostenendo che nelle accese discussioni di questi giorni gli stati europei non dovranno scendere a compromessi, e che dovranno essere onesti sui risultati dei colloqui, senza ricorrere a un comunicato "annacquato". Questo perché durante l'incontro il leader di Palazzo Chigi ha precisato che il dialogo con Mosca va perseguito, a patto però che rispetti gli accordi di Minsk e metta fine all'aggressione in Ucraina.

Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha aderito rigorosamente al protocollo ma - stando a quanto emerge - lascerà il summit qualche ora prima della conclusione dei lavori per raggiungere Singapore dove il 12 giugno incontrerà il leader nordcoreano Kim Jong-un.

Il G7 di Charlevoix, in Canada, si apre con un nuovo fronte, quello italo-statunitense: l'ipotesi, proposta da Donald Trump e sostenuta da Giuseppe Conte, è quella di riammettere la Russia nel G8. "È nell'interesse di tutti", ha commentato su twitter il neopresidente del consiglio Giuseppe Conte, il primo e l'unico a fare da sponda a Trump. "Non ho particolari consigli da dare a Conte, - ha ribadito - gli faccio naturalmente gli auguri, la possiamo pensare come vogliamo, io la penso in modo sideralmente diverso dal governo appena nato, per me le istituzioni non sono scatolette di tonno". Il senatore democratico Schumer ha detto che "gli Stati Uniti hanno bisogno di un presidente che sappia riconoscere i nemici e dagli amici". Dal Cremlino interviene Dmitry Peskov, portavoce di Vladimir Putin: non ci interessa, "la Russia si sta concentrando su altre formule". Sul tema dei dazi, il presidente del Consiglio ha poi affermato: "Saremo portatori di una posizione moderata, cercheremo di capire le ragioni che portano ad assumere certe posizioni e ci comporteremo di conseguenza". Una mossa politica molto forte che scompiglia l'agenda del G7 in corso a La Malbaie, in Canada.

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I coniugi hanno quindi fatto causa in forza della legge del Colorado che proibisce la discriminazione nei esercizi pubblici.

Trump inoltre è accusato di usare i suoi poteri di grazia in casi mediatici che gli procurano consenso politico, dall'ex sceriffo anti immigrati Joe Arpaio al commentatore conservatore Dinesh D'Souza, sino ad una serie di personaggi neri che potrebbero guadagnarli le simpatie dell'elettorato afro-americano: da Muhammad Ali al suo antesignano Jack Johnson - primo campione nero di boxe condannato nel 1913 da una giuria bianca in un presunto caso razziale. Una storia e valori comuni: "quelli dell'Europa". "Certo, dobbiamo riaprire il dialogo con Mosca, ma in altri modi", ha detto Juncker.

Il presidente del Consiglio è tornato sul tema poco dopo, parlando con i giornalisti a margine del vertice: "Per il G8 vedremo, l'Italia è tradizionalmente fautrice".

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