Trump e Kim firmano documento congiunto: 'Al lavoro per completa denuclearizzazione'

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Lo ha dichiarato ieri il segretario di Stato Usa, Mike Pompeo. Con le relative conseguenze: sviluppo economico per la Corea del Nord, serenità per quella del Sud, in prospettiva lontana la possibile riunificazione delle due Coree. Colpisce il fatto che gli elogi a Kim arrivino pochi giorno dopo le accuse al primo ministro canadese Justin Trudeau, con il quale Trump si è scontrato sul tema dei dazi durante il G7 in Canada. All'atto pratico, forse è stato partorito un topolino, ma - considerati i rapporti intercorrenti e il noto egocentrismo di entrambi i protagonisti - è certamente un inizio migliore di quel che si potesse prevedere. "Kim darà il via al processo appena tornato in Corea".

L'incontro tra Donald Trump e Kim Jong-un ha portato alla firma di un "documento storico", almeno stando a sentire le parole dei due leader. Che cosa riceverà in cambio Pyongyang? Gli Stati Uniti, aveva avvertito, si trovano "nel mirino di fuoco della Corea del Nord e se gli Stati Uniti oseranno invadere il nostro sacro territorio anche di un centimetro non sfuggiranno alla nostra punizione severa in alcuna parte del globo". Nel documento congiunto è stato sancito l'impegno per "nuove relazioni" tra i due Paesi. In seguito si sarebbe dovuto procedere gradualmente per arrivare ad una denuclearizzazione completa della penisola che vuol dire anche il ritiro delle armi atomiche dalle basi americane in Corea del Sud.

Infrastrutture e settore minerario (la corea del ord potrebbe avere un sottosuolo ricchissimo di terre rare ed altri elementi che stime del 2013 le valutavano pari a 6 trilioni di dollari) sono i primi punti su cui si focalizza la view di Mobius.

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Quello giallorosso è tra i club "considerati in conformità con i requisiti e l'obiettivo generale" ed è fuori dal "settlement". In attesa di conoscere cosa accadrà col Milan , la UEFA ha comunicato le altre sentenze.

Infine il tycoon ha mostrato al leader la macchina presidenziale. Almeno fino a quando gli Usa non avranno verificato l'effettivo rispetto del patto sulla denuclearizzazione, come ha affermato lo stesso Trump a margine del summit.

Il processo di denuclearizzazione, in ogni caso, assicura Trump, verrà verificato: "Ci saranno verifiche - ha detto - internazionali e americane". Trump si è anche detto convinto che gli storici negoziati delle ultime settimane siano del tutto differenti dai precedenti tentativi di mediazione intrapresi dai suoi predecessori alla Casa Bianca con la Corea del Nord. Poi il presidente americano ha appoggiato la mano sinistra sulla spalla di Kim e ha parlato: "Mi sento alla grande". "Li risolveremo... e non vedo l'ora di lavorare con lei", ha replicato Trump. Su Seul è però caduta la tegola dello stop alle esercitazioni congiunte con gli Usa, strumento di pressione sul Nord. Gli alleati di sempre sono preoccupati per la vaghezza dell'accordo siglato da Trump a Singapore e per i riferimenti del presidente a un disimpegno militare dalla Penisola. "Sarò onesto, abbiamo 35mila uomini in Corea, e a un certo punto vorrei riportarli a casa. Resta comunque il cambio di rotta del regime di Kim, che negli ultimi tempi sta cercando il dialogo invece dello scontro frontale". "E' un grande negoziatore, divertente, con una forte personalità e molto brillante", ha detto Trump. I sudcoreani, e anche i giapponesi, sono stati presi alla sprovvista. Secondo Trump "le sanzioni hanno avuto un ruolo importante". "Abbiamo ottenuto tanto" ha scandito il presidente Trump, ammettendo di non aver "rinunciato a nulla". La minaccia nucleare non esiste più.

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