Rinnovabili, accordo Ue sui consumi al 32% entro il 2030

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La legge dell'Unione europea prevede l'eliminazione graduale dell'uso dell'olio di palma, una delle principali importazioni dal sud-est asiatico, entro il 2030 e rimuove alcune barriere per i piccoli produttori di energia rinnovabile.

In Corea del Sud, Paese che dipende quasi per intero dal carbone e dal nucleare, Samsung ha spiegato di essere in linea con il piano strategico statale, che punta ad aumentare del 20% la quota di rinnovabili entro il 2030.

Sono state quindi approvate due delle otto proposte legislative del pacchetto "Energia pulita per tutti". Secondo l'esecutivo Ue, "le regole concordate oggi servono anche a creare un ambiente favorevole per accelerare gli investimenti pubblici e privati nell'innovazione e nella modernizzazione in tutti i settori chiave".

L'accordo fissa il target di rinnovabili nei trasporti al 14%, e al 3,5% quello per i biofuel avanzati (cioè da residui e non da colture alimentari) e introduce criteri di sostenibilità per l'impiego delle biomasse forestali.

McDonald's, da settembre stop a cannucce di plastica nel Regno Unito
Il gigante americano dei fast-food lo ha annunciato a seguito delle pressioni di gruppi di ambientalisti e degli stessi clienti. Da quest'anno il Pimm's, il caratteristico cocktail inglese, sarà servito senza la consueta cannuccia di plastica .

L'accordo prevede inoltre che gli Stati membri dell'UE debbano garantire che i consumatori abbiano il diritto di produrre, autonsumare, immagazzinare e vendere l'energia, installare e gestire sistemi di stoccaggio dell'elettricità, non essere soggetti ad alcuna tassa sull'energia autoconsumata fino al 2026.

Il Coordinamento FREE e l'ANEV avevano chiesto di innalzare l'obiettivo dal 27% previsto al 35%, e l'accoglimento da parte del ministro dello Sviluppo economico, Luigi di Maio, "di questa posizione da parte dell'Italia è stato elemento centrale nello spostamento degli equilibri europei sul tema, tanto da aver condizionato l'accordo con un risultato finale comunque apprezzabile anche alla luce della possibile ulteriore revisione al 2023", commentano Free e Anev.

Le misure, scrive Reteurs, sono volte ad aiutare l'Unione europea a raggiungere il suo obiettivo generale di ridurre le emissioni di gas a effetto serra di almeno il 40% rispetto ai livelli del 1990 entro il 2030, conformemente all'accordo di Parigi per mantenere il riscaldamento globale ben al di sotto dei 2 gradi. Per la prima volta, inoltre, si riconosce esplicitamente un ruolo a cittadini e comunità nell'adozione delle rinnovabili, con una chiara definizione a livello Ue di 'comunità di energia rinnovabile' e di 'autoconsumo'. "L'obiettivo di crescita delle rinnovabili fissato al 32 per cento è però troppo basso - aggiunge Mang - e permette alle grandi compagnie energetiche di restare ancorate ai combustibili fossili o a tecnologie rivelatesi false soluzioni".

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