Cannabis light, che succede ora?

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"Sui numerosi campioni testati nei laboratori, solo in sei casi sono risultati valori in combinazione di Thc compresi tra lo 0,2 e lo 0,6%, che sono comunque limiti consentiti dalla legge", spiega Grillo, secondo cui "la conclusione di chiedere il divieto di vendita sarà tutta da valutare alla luce di reali prove di nocività". Secondo il Consiglio Superiore di Sanità "non può essere esclusa la pericolosità" delle inflorescenze a basso contenuto di Thc.

Ma come si è arrivati a questo parere del Consiglio superiore della Sanità?

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La canapa è sempre stata presente in molte parti del mondo; infatti, esistono varie specie (o varietà) di canapa, che hanno sviluppato caratteristiche specifiche sulla base dell'ambiente 13 in cui si sono sviluppate: Cannabis sativa è pianta imponente, tipica dei Paesi caldi; Cannabis indica è bassa e cespugliosa, tipica di climi rigidi di montagna; Cannabis ruderalis resiste al rigido inverno russo e non regola la fioritura in modo stagionale, in base alle ore di sole (autofiorente). In un parere richiesto a febbraio dal segretariato generale del ministero della Salute, l'organo consultivo raccomanda "che siano attivate, nell'interesse della salute individuale e pubblica e in applicazione del principio di precauzione, misure atte a non consentire la libera vendita dei suddetti prodotti". Due i quesiti posti: se questi prodotti siano da considerarsi pericolosi per la salute umana, e se possano essere messi in commercio e a quali condizioni. Nel frattempo, riporta Repubblica, il ministero della Salute ha chiesto anche il parere dell'Avvocatura di stato.

Il parere del Consiglio superiore di Sanità sulla cannabis light rischia di determinare la chiusura di centinaia di negozi specializzati nella vendita della canapa, che negli ultimi mesi sono sorti in tutta Italia. Il Css sottolinea anche come il consumo "avviene al di fuori di ogni possibilità di monitoraggio" e quindi anche di controllo "della quantità effettivamente assunta e degli effetti psicotropi che questa possa produrre, sia a breve che a lungo termine". Ebbene, riguardo alla prima domanda, il Consiglio "ritiene che la pericolosità dei prodotti contenenti o costituiti da infiorescenze di canapa, in cui viene indicata in etichetta la presenza di 'cannabis' o 'cannabis light' o 'cannabis leggera, non può essere esclusa". Grillo ha fatto sapere di aver "investito della questione l'Avvocatura generale dello Stato per un parere, anche sulla base di elementi da raccogliere dalle altre amministrazioni competenti". In Italia oltre 4mila ettari coltivati, circa 2mila piccoli produttori e un giro d'affari potenziale da 40 milioni di euro.

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