Migranti, ecco cosa prevede l'accordo di Bruxelles

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Non si tratta di una ipotesi solo di scuola: ad esempio, non più tardi di tre mesi fa, nel marzo scorso, la Polonia si oppose alle conclusioni del vertice Ue per polemica contro la riconferma, a maggioranza qualificata e con il voto contrario della premier Beate Szydlo, del presidente del Consiglio europeo Donald Tusk, anche lui polacco.

Secondo il capo del governo, "l'Italia da anni salva l'onore dell'Europa nel Mediterraneo", ma "l'obbligo di salvataggio che risponde alla legge del mare e del diritto internazionale non può diventare obbligo di processare le domande di asilo per conto di tutti". La questione, si sottolinea, è "una sfida, non solo per il singolo Stato membro, ma per l'Europa tutta" e il "buon funzionamento della politica dell'Unione presuppone un approccio globale che combini un controllo più efficace delle frontiere esterne, il rafforzamento dell'azione esterna e la dimensione interna". Gli Stati nazionali continuano a essere rilevanti appena si esce dal recinto della circolazione della moneta per entrare in quello della circolazione delle persone, contraddicendo la filosofia stessa dei sostenitori di una eurofilia che si sta sciogliendo come neve al sole appena incontra il paradigma della diversità. L'accordo riconosce alcuni principi, ma l'Italia risulta un po' più isolata e alla quale oggettivamente mancano solidi punti di riferimento. Tradotto: sarà ancora l'Italia a doversi fare carico del salvataggio dei migranti e della prima accoglienza.

Sui movimenti secondari (i migranti che si trasferiscono dai Paesi di primo ingresso in altri Stati membri in violazione delle regole di Dublino) il Consiglio ricorda il "rischio" di mandare in crisi Schengen e chiede agli Stati membri di prendere tutte le misure interne necessarie a limitare questi movimenti. In cambio, la Germania si è impegnata ad accogliere i migranti che arrivano in Grecia e Spagna e hanno diritto al ricongiungimento familiare sul suolo tedesco. Insomma, se qualcuno credeva che l'Italia avrebbe finalmente raggiunto un accordo in grado di bloccare l'immigrazione incontrollata, redistribuendo inoltre i richiedenti asilo già presenti sul nostro territorio in tutta l'Unione Europea resterà deluso.

"È una decisione che ci riserveremo ovviamente al livello governativo in modo collegiale, direi che non siamo assolutamente invitati a farlo", ha commentato Giuseppe Conte.

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C'è chiaramente il sì del giocatore classe '93, pronto a firmare per i nerazzurri fino al 2022 a 2 milioni di euro all'anno. L'agente Federico Pastorello ha parlato del brasiliano spiegando l'attuale situazione: " Malcom? ".

Passa la proposta dei centri di "accoglienza per consentire lo sbarco e se il caso il transito dei migranti anche in paesi terzi".

"Anche la scelta di Malta di chiudere i porti alle Ong conferma che ci stiamo avviando verso una fase in cui i diritti e le convenzioni internazionali sembrano contare poco o nulla". Per questo, in vista del dibattito sul prossimo bilancio europeo, ha aggiunto, "proporrò che il negoziato riservi un'attenzione finanziaria più sostanziale dei fondi europei destinati all'inclusione sociale e il fondo sociale europeo che potrebbe finanziare la riforma sull'impiego, il bilancio 2021-2027 è uno strumento chiave per raggiungere questo traguardo".

Sul punto Conte ha ribadito: "Se la domanda è 'vi riprenderete i migranti registrati in Italia, per effetto di questo accordo', la risposta è 'no'". E prova ne è il fatto che Viktor Orban ha definito l'esito del summit "una grande vittoria per i Paesi di Visegrad".

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