Germania, Seehofer e l'ultimatum alla Merkel: "Svolta sui migranti o dimissioni"

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Il governo della Germania rischia di cadere, dopo che il ministro dell'Interno, Horst Seehofer, ha manifestato l'intenzione di dimettersi in polemica con la politica sui migranti della cancelliera Angela Merkel. Seehofer ha messo sul piatto le sue dimissioni da ministro e da leade della Csu, il partito alleato della Cdu nel governo del Paese. Dopo oltre due settimane di tensione tra la Cdu della cancelliera e l'ala bavarese della Csu, si consuma così uno strappo che mina sia la tenuta dell'esecutivo, sia un pilastro della politica nazionale come l'Unione dei democristiani.

"Dico di sì, che renderò entrambi i posti disponibili e che lo farò entro tre giorni", ha confermato Seehofer nella notte, parlando fuori dalla sede della Csu a Monaco e anticipando un incontro in giornata con la Cdu, "nella speranza che possiamo arrivare ad un accordo".

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Sarebbe stato proprio quest'ultimo, agente del calciatore, ad offrirlo. Quando era c.t. lo ha voluto anche nella Nazionale maggiore.

Avendo assunto che Seehofer si dimettesse (potrebbe accadere non appena oggi sera dopo una convention di CSU / CDU) potrebbe significare che la CSU potrebbe non cercare di rimanere in una coalizione con la CDU e offrire anche un nuovo ministro degli interni. "Non posso assumermene la responsabilità" come ministro, avrebbe detto nella parte più emozionale del discorso. A proposito dei movimenti secondari, poi, ha dichiarato che "un accordo con l'Italia finora non è stato possibile" e si è detta dispiaciuta di quello che ha definito un "equivoco" con Ungheria, Repubblica Ceca e Polonia, che hanno smentito di avere stretto accordi sull'immigrazione con la Germania.

Berlino - I cristiano-sociali bavaresi alzano il tono e continuano a mettere sotto pressione la cancelliera Angela Merkel. "Sarebbero un segnale sbagliato agli altri partner europei", ha spiegato il segretario generale Annegret Kramp-Karrenbauer. Un piano che elenca 63 misure concrete per diminuire drasticamente l'ingresso nel Paese di nuovi profughi, respingere quelli già registrati in altri Stati membri dell'Ue ed espellere più celermente i profughi le cui domande di asilo sono state respinte. Determinando però una crisi della GroKo, con il rischio di elezioni anticipate. È vero che sulle scelte della Csu pesano le elezioni del 14 ottobre in Baviera, in cui il partito vuole evitare di perdere consensi a vantaggio dello xenofobo Alternativa per la Germania (AfD).

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