Milano, accoltellato il figlio di Bettarini e Ventura: non è in pericolo

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Dalle ultime indiscrezioni, sembra che Niccolò Bettarini, dopo aver trascorso la serata nella discoteca milanese Old Fashion, si stesse accingendo a riprendere la macchina, parcheggiata nei pressi della Triennale, per tornare a casa. Fortunatamente le conseguenze non sono gravi. E' quanto trapela dalle prime testimonianze che vengono raccolte in questura. Quando un amico di Bettarini è stato preso a schiaffi, il giovane Niccolò ha deciso di prendere le sue difese. Era stato raggiunto da svariate coltellate alla parte alta del corpo. Le condizioni del giovane, ricoverato in prognosi riservata, destavano preoccupazione. Gli amici del ragazzo sono sentiti in queste ore dagli agenti della squadra mobile e della volante della Questura di Milano.

"Mio figlio Niccolò non è in pericolo di vita".

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E prova ne è il fatto che Viktor Orban ha definito l'esito del summit "una grande vittoria per i Paesi di Visegrad". Tradotto: sarà ancora l'Italia a doversi fare carico del salvataggio dei migranti e della prima accoglienza .

Diciannove anni, primogenito di Simona Ventura e Stefano Bettarini, Niccolò gode di un grande seguito sui social. Tre uomini sarebbero già stati fermati. Con l'affetto di mamma e papà al suo fianco (e di tutti i suoi sostenitori) siamo sicuri tornerà presto in piena forma.

Futili motivi probabilmente amplificati dalle condizioni dei quattro aggressori. Sarà compito delle forze dell'ordine accertarlo. L'esatta ricostruzione dei fatti, grazie anche all'ausilio di alcuni amici del ragazzo, è al vaglio della polizia di Milano. "Erano degli animali", dice un amico-testimone. "Signora Ventura, suo figlio è all'ospedale: lo hanno accoltellato". E' stato davanti a un chiosco notturno di panini e bibite che si è scatenato il caos. Si tratta di Niccolò Bettarini, figlio di Simona Ventura e l'ex terzino Stefano Bettarini. Definito il profilo del gruppo: due italiani che gravitano intorno alla curva dell'Inter (anche se il calcio non ha nulla a che fare con questa vicenda), frequentano gli ambienti degli ultrà e, almeno uno, comparirebbe negli archivi della Digos come seguace del gruppo di estrema destra "Lealtà Azione".

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